1. La scuola italiana di fronte alla
catastrofe dello tsunami. Un invito
Una riflessione da
parte di tutti gli studenti italiani, dai piccoli ai piu' grandi,
da dedicare a tanti coetanei sfortunati del Sud Est asiatico
colpiti dalla catastrofe dello tsunami.
Un approfondimento stimolato e guidato dagli insegnanti, confrontando idee,
sentimenti, raccogliendo informazioni su un mondo cosi' diverso
dal nostro, immedesimandosi in chi ha perso parenti, maestri, casa e
le poche cose che aveva.
E' l'invito che il Ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, ha rivolto oggi agli
studenti e agli insegnanti di tutte le scuole italiane e
al quale Tuttoscuola risponde immediatamente e concretamente
con una forte iniziativa.
E' possibile infatti fare qualcosa di tangibile, che sia avvertito da chi deve ora
sopravvivere anche al "dopo tsunami" (e in molti casi
potrebbe essere ancora piu' difficile) e trovare la forza di
guardare al futuro, le cui possibilita' sono legate soprattutto
all'istruzione.
Un sostegno e un aiuto diretto dagli studenti e dalle scuole italiane ai "colleghi"
di una o piu' scuole delle aree colpite dal sisma.
Come? In tanti modi. Noi abbiamo pensato, con la Comunita' di Sant'Egidio, di
proporre l'iniziativa "Adottiamo una scuola in Indonesia".
Tutti i particolari su come aderire li troverete in questo dossier.
Vediamo innanzitutto perche' e come adottare una scuola.
2. Adottiamo una scuola. Perche'?
Kamala (Isola di
Phuket) 4 gennaio 2005 - "Riapre la scuola che non c'e'
piu': dei 374 alunni non rispondono all'appello 110.
Dell'edificio scolastico che prima di Natale accoglieva quei bambini mancano due
pareti esterne, l'acqua ha portato via banchi, armadietti e porte e
ha lasciato scie di sporco sui muri rimasti in piedi" (dal
Corriere della sera).
Ora c'e' bisogno di ricostruire muri e speranze.
La scuola e' il primo impegno per un popolo che vuole uscire dalla tragedia e investire
per il futuro.
L'Indonesia e molti paesi colpiti dallo tsunami, stavano gia' investendo, per
quanto potevano, in istruzione e formazione. Ora dovranno farlo
con nuova convinzione, ricominciando in molti casi da capo. Per
riuscire avranno bisogno della solidarieta' del mondo, a
cominciare proprio dai giovani e dalle scuole degli altri Paesi.
Adottare una scuola nei Paesi devastati dalla tragedia e' investire nella speranza, e'
un grande gesto di solidarieta' verso i giovani affinche' ritrovino quella fiducia nel futuro che il maremoto ha spezzato il 26 dicembre.
3. Adottiamo una scuola. Come?
Ci sono vari modi per
adottare una scuola.
Il primo, forse il piu' importante, e' quello di contribuire a ricostruire
materialmente una scuola distrutta, a riacquistare arredi, banchi,
strumentazione didattica, computer.
Partendo da un progetto di ricostruzione, per la cui realizzazione servono
necessariamente interventi finanziari e donazioni di enti e di
privati, potrebbero essere proprio le nostre scuole, da sole o
in rete, a promuovere, sensibilizzare e stimolare nel proprio
territorio l'iniziativa di raccolta di fondi.
Vi sono anche altri modi, allo stesso tempo, per adottare una scuola, come quello di
creare rapporti tra scuole italiane e scuole del sud est asiatico:
rapporti fatti di scambi, di contatti tra alunni,
d'interazione personale, di testimonianza di solidarieta' e
vicinanza spirituale. Internet e webcam possono facilitare questi
contatti e accorciare le distanze geografiche.
I ragazzi hanno creativita' e sanno trovare le vie e i modi per arrivare al
cuore e agli interessi dei loro coetanei. I rapporti tra ragazzi
possono diventare un modo per sostenere, incoraggiare,
condividere e guardare insieme ad un futuro nuovo.
E lo scambio puo' forse diventare, infine, ospitalita' in Italia dei nuovi amici.
4. Adottiamo una scuola in Indonesia/1. A chi
rivolgersi
Quale tramite per
adottare una scuola?
Proponiamo di rivolgersi alla Comunita' di Sant'Egidio a Roma, che ha radicate
presenze in Indonesia, il paese piu' colpito dal disastro, e la cui
apprezzata esperienza e' notoriamente garanzia di serieta' e di efficacia nel
conseguimento degli obiettivi di sostegno e di aiuto.
Anche perche', per rendere efficaci gli aiuti, bisogna conoscere molto bene le
caratteristiche, le regole sociali, le abitudini delle
comunita' alle quali ci si rivolge.
Nella zona piu' colpita, a Banda Aceh, nel nord dell'isola indonesiana di Sumatra,
si sommano vecchie e nuove difficolta', logistiche, culturali,
religiose e politiche, oltre che economiche, in un'area dove
almeno mille insegnanti risultano dispersi e il cinquanta per
cento delle scuole distrutte. E' importante, dunque, che gli
aiuti raccolti siano affidati a soggetti che abbiano conoscenza
diretta dei problemi locali e dei modi per cercare di risolverli.
In fondo sono riportati tutti i recapiti della Comunita' di Sant'Egidio.
5. Adottiamo una scuola in Indonesia/2. Le
scuole di pace
Dove si puo'
indirizzare l'azione degli operatori della Comunita' di
Sant'Egidio?
In due direzioni: nell'ampliamento/ricostruzione di strutture scolastiche e nel
sostegno all'attivita' delle "Scuole di pace".
Le "Scuole di pace" sono centri, completamente gratuiti, che si
qualificano come un ambito familiare che sostiene il bambino
o l'adolescente nell'inserimento scolastico; che aiuta la famiglia
nel suo compito, proponendo un modello educativo aperto agli
altri, solidale verso i piu' sfortunati, capace di superare
barriere e discriminazioni.
Le attivita' di una
scuola della pace si svolgono generalmente piu' volte la
settimana. Visite, gite, feste, escursioni fanno parte
integrante delle attivita' delle scuole della pace.
Ogni anno nel mondo piu' di 10.000 bambini e adolescenti frequentano regolarmente le
scuole della pace della Comunita' di Sant'Egidio.
Inoltre in Indonesia le scuole della pace si caratterizzano anche per il loro
carattere multietnico e interreligioso. Giovani cinesi
cristiani, in genere piu' benestanti, aiutano a studiare
bambini indonesiani di religione musulmana, collaborando, in
maniera assai concreta, all'edificazione di una societa'
pacifica senza odi religiosi o etnici.
6. Adottiamo una scuola in Indonesia/3. L'altro
tsunami
Ma c'e' un'altra
riflessione che quest'evento puo' suggerire. Come e' stato
efficacemente detto, esiste uno "tsunami silenzioso" che
ogni giorno uccide migliaia di bambini e fa vivere nell'indigenza
e nell'analfabetismo milioni di persone, anche se abitano lontano
dal mare. Nel momento in cui una catastrofe naturale, che ci ha
colpito con maggiore intensita' perche' ha toccato anche tanti
connazionali, ci fa riflettere, non
si deve dimenticare gli squilibri che esistono permanentemente. Da
qui l'idea di allargare l'iniziativa "Adottiamo una scuola in
Indonesia" anche alle scuole e "scuole della pace"
collocate a diversi chilometri dalle coste, ma che avevano
bisogno gia' da prima del maremoto, e continuano ad averne ora, di un
aiuto.
Gli interventi promossi dalle nostre scuole potrebbero essere portati dalla
Comunita' di Sant'Egidio nelle scuole situate nelle zone di
Pekan Baru, Duri, Padang e Medan.
E' utile ricordare che si stima siano circa 250 milioni i minori (dai 5 ai 14 anni) nel
mondo che lavorano; la meta' di essi si trova in Asia. L'Asia,
infatti, e' il continente dove il fenomeno del lavoro minorile e'
piu' diffuso e dove sopravvivono forme di lavoro forzato dei
bambini e di vera e propria schiavitu'. Minori di 8 o 9 anni
vengono dati in pegno, in cambio di piccoli prestiti, ai
proprietari delle fabbriche per le sigarette e a quelli dei telai
dove lavorano fino a venti ore al giorno.
Si calcola che, in India e in Indonesia, i minori attivi economicamente siano
intorno al 25% e l'orario lavorativo consentito e' dalle dodici
alle quindici ore giornaliere. Ecco una faccia dello "tsunami
silenzioso" da combattere.
7. Avviata la raccolta dei fondi per la
Comunita' di Sant'Egidio
Pertanto il sostegno
alle scuole dell'Indonesia puo' essere portato, attraverso la
Comunita' di Sant'Egidio, sia a scuole e bambini che si trovano
nelle aree colpite dal maremoto, sia a scuole collocate
nell'entroterra indonesiano.
In allegato le lettere con le quali sono stati informati dell'iniziativa, tra
gli altri, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (
http://www.tuttoscuola.com/ts_news_180-1.doc ) e il ministro
dell'Istruzione Letizia Moratti (
http://www.tuttoscuola.com/ts_news_180-2.doc ).
La Comunita' di
Sant'Egidio riportera' attraverso Tuttoscuola alle scuole
italiane che parteciperanno all'iniziativa i risultati della loro
azione per gli amici, piu' sfortunati, indonesiani e rendera'
anche possibile l'attivazione di forme di comunicazione diretta tra
le scuole italiane partecipanti e quelle indonesiane beneficiarie.
La raccolta dei fondi
la avvia l'Editoriale Tuttoscuola con una donazione di 2.000
euro.
Ecco i riferimenti per contattare la Comunita' di
Sant'Egidio e per fare donazioni (specificando la causale
"Adottiamo una scuola in Indonesia"):
PIAZZA S. EGIDIO, 3/A
- 00153 ROMA
telefono: 06/58561
Fax: 06/5883625
e mail:
a.quattrucci@tiscali.it
Web:
www.santegidio.org
Chi vuole contribuire
puo' inviare la sua offerta alla Comunita' di Sant'Egidio
scegliendo tra le seguenti modalita':
1) C/C bancario
200034 BANCA DI ROMA - AGENZIA 204
VIA DELLA
CONCILIAZIONE, 50 - 00193 ROMA
ABI 3002 - CAB 05008
CIN: A
IBAN:
IT20A0300205008000000200034
BIC: BROMITR1204
intestato a:
COMUNITA' DI
SANT'EGIDIO ONLUS - AMICI NEL MONDO
(Cod. fiscale
96094790589)
PIAZZA S. EGIDIO, 3/A
- 00153 ROMA
causale: "Adottiamo
una scuola in Indonesia""
2) C/C postale
97968002
intestato a:
COMUNITA' DI
SANT'EGIDIO ONLUS - AMICI NEL MONDO
(Cod. fiscale
96094790589)
PIAZZA S. EGIDIO, 3/A
- 00153 ROMA
causale: "Adottiamo
una scuola in Indonesia"
3) Carta di
credito
mediante connessione
sicura per i circuiti: CARTASI' - VISA - MASTERCARD
(collegarsi al sito
www.santegidio.org per effettuare la transazione)
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Editoriale Tuttoscuola
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