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Caso Usa, più di eutanasia
Soppressione legale
dell'«inutile»
Marina
Corradi
Il giudice James
Whittemore si è dichiarato non competente. Bob e Mary Schindler correranno a
bussare alla porta di un'altra Corte, ad Atlanta. Da quasi cento ore, nel
momento in cui scriviamo, Terri Schiavo è senz'acqua e cibo. A meno di un'altra
sentenza di segno opposto - e purché arrivi in tempo - le restano pochi giorni,
nell'agonia della consunzione. Per il 66% degli americani, dicono i sondaggi, è
giusto così. Evidentemente il giudice Whittemore e gli altri magistrati di ogni
ordine e grado, vincitori di questo braccio di ferro con il potere esecutivo,
incarnano un sentire popolare. Tutta la potenza del presidente degli Stati Uniti
e del Congresso si è fermata davanti a un piccolo giudice. Grande democrazia di
un grande Paese, ma quale storia ci racconta oggi. Tampa, Florida. Pro-vita
e pro-morte s'affrontano a slogan, e schiere di giornalisti, e falangi di
telecamere e riflettori in una frenesia impazzita. Dentro una camera della
clinica quella donna in un letto, ignara, sempre più esangue, solo il respiro
ancora regolare. Il "suo" respiro. Non c'è, come ripetono molti media con
espressione equivoca, nessuna spina da staccare, nessuna macchina tiene in vita
da 15 anni la Schiavo. Nessun accanimento terapeutico. Quel tubo per la terza
volta, negli anni, staccato, porta solo acqua e cibo - ciò che non si nega a
nessun malato. L'altro equivoco è la stessa parola "eutanasia". Questa donna
non ha lasciato espressa alcuna volontà. Il marito la vuole far morire, i
genitori, disperatamente, la vogliono viva. In assenza di una volontà si è al di
fuori della sfera dell'eutanasia così come è ammessa in Occidente, dove la
scelta espressa dal malato è essenziale. Piuttosto, questa storia sembra
configurare qualcosa di ancora peggiore. Se Terri Schiavo, in stato
neurovegetativo da 15 anni, qu indi in modo persistente priva di coscienza, e
tuttavia con funzioni vitali autonome, può essere lasciata morire sospendendole
acqua e cibo, non è eutanasia, ma soppressione legale dell'"inutile" - del
presunto tale. Soppressione ratificata dalla magistratura americana nonostante
tutti i tentativi del presidente, e una legge approvata in extremis anche con un
buon numero di voti democratici. Ma, se in quella camera Terri Schiavo
morirà, l'eugenetica dell'inutile, aperto uno spiraglio attraverso i buoni
sentimenti e la "pietà" per chi non tollera la sofferenza, potrebbe in
progressione facilmente allargarsi. Quanti sono, negli istituti per
handicappati, quei ricoverati con lesioni così gravi da poter essere solo
nutriti, senza dare un cenno di coscienza? Quanti vecchi vivono i loro ultimi
anni persi nella demenza senile, a tutto assenti? Quel tubo staccato senza
alcuna volontà espressa dalla malata, senza alcuna macchina da bloccare - quel
brusco, semplice dire: basta cibo, e acqua, sono un passo sinistro. E una
lenta, penosa agonia. "Dolce", morire di disidratazione? E in questa settimana
di fine marzo. Un giudice pilatesco ha detto: io, non c'entro - come un altro,
molto tempo fa. Gli americani sono ormai impegnati a fare la spesa per il
pic-nic di Pasqua. Per l'appello di Bob e Mary Schindler, c'è davvero poco
tempo. In una camera d'ospedale a Tampa passano le ore, senza una goccia d'acqua
da giorni la figura immobile nel letto. Cento telecamere sotto la finestra - ma
quel calvario è indescrivibile e muto. da http://www.avvenire.it/
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