La voce del Fiani

Ogni giorno 547 bambini muoiono in guerre o attacchi

L'Unicef: "Nel mondo ci sono tante Beslan"

Alla Camera la Conferenza delle donne parlamentari per la tutela dell'infanzia. Ciampi: "I bambini vogliono essere amati"

ROMA - La strage di Beslan non è stata un caso isolato: nel mondo sono tante, e purtroppo quasi sempre sconosciute, le situazioni in cui i bambini sono vittime di violenza cieca. Non si tratta di una frase retorica. L'accusa, ben documentata, arriva da Maria Calivis, direttrice generale dell'Unicef per l'Europa centrale e orientale, intervenuta alla conferenza mondiale delle donne parlamentari per la tutela dell'infanzia, che si tiene domenica e lunedì a Montecitorio. Calivis ha sottolineato l'importanza di prevenire le situazioni di abuso, attraverso la creazione di "ambienti protettivi".

UNICEF: OLTRE 500 MORTI AL GIORNO - Un altro dato Unicef, terribile, è quello relativo al numero di bambini morti a causa delle guerre e degli attacchi terroristici: sono oltre 200 mila all'anno, ovvero 547 al giorno. La stima è dell'Unicef ed è stata riferita alla Conferenza dalla deputata di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana. Almeno 10 mila dei bambini vittime dei conflitti sono saltati sulle mine. Sono invece 2 milioni, negli ultimi 10 anni, i bambini morti per causa diretta delle guerre; oltre 20 milioni, sempre secondo l'Unicef,sono stati costretti ad abbandonare le loro case e a diventare profughi insieme alle loro famiglie o da soli. Sempre a causa delle guerre, un milione di bambini sono orfani o soli, risultano traumatizzati in modo grave a livello psicologico. Secondo alcuni organismi internazionali (fra i quali l'Unhcr e Amnesty) circa 300 mila bambini al di sotto dei 15 anni sono soldati nelle forze governative o in formazioni irregolari in 40 paesi nel mondo. Il 25-30% sono femmine. Valpiana ha concluso il proprio intervento dicendo che è necessario che i paesi facciano proprio il Protocollo opzionale alla Convenzione riguardante l'ingaggio dei bambini nei conflitti armati e che un tribunale internazionale giudichi i responsabili del reclutamento militare dei minori.

VELTRONI: BAMBINI PRIME VITTIME - "Un'infintà di bambini nel mondo ha ben pochi sogni, ben poche speranze, e dalla vita può aspettarsi ben poco. È una triste, tristissima realtà". Anche Veltroni ha ricordato i dati dell'ultimo rapporto Unicef: degli 11 milioni di bambini che muoiono ogni anno prima dei 5 anni, nel 99% dei casi accade in un paese povero. Sono 30 mila bambini al giorno. Ed è una cifra approssimativa visto che si stima che il 41% delle nascite non venga nemmeno registrato. Il diritto all'istruzione è negato a 120 milioni di bambini. Sono 246 milioni quelli costretti a lavorare. "In qualunque parte del mondo vivano - ha aggiunto Veltroni - i bambini hanno il diritto di ricevere un'educazione valida. Hanno il diritto di avere cibo sufficiente e acqua potabile, di poter essere curati con quei medicinali che oggi sono negati dai troppi vincoli economici. Hanno il diritto di crescere in un ambiente pulito e sano, di vivere al riparo dalla minaccia delle armi e della violenza".

AMII STEWART: NECESSARIO DENUNCIARE - All'inaugurazione della conferenza è intervenuta anche la cantante Amii Stewart, ambasciatore dell'Unicef per l'Italia. L'artista ha ricordato che nel mondo un bambino su 10 non raggiunge i cinque anni di vita; 11 milioni di bambini ogni anno muoiono per cause prevedibili. "Sono fatti assurdi - ha detto la Stewart - non dobbiamo stancarci di denunciare queste violazioni. Voi, parlamentari e donne, potete essere promotrici del cambiamento per la tutela del bene più prezioso che abbiamo, l'infanzia".

PRESTIGIACOMO: ARMONIZZARE LE REGOLE - Il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha sottolineato che le norme sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza devono essere armonizzate in tutto il mondo. L'obiettivo dell'armonizzazione delle normative - ha detto la Prestigiacomo - è sì quello di stringere le maglie rispetto a chi viola i diritti dei più deboli dell'umanità, e quindi di punire i colevoli, ma è anche di creare una rete di solidarietà.

CIAMPI: AMARE I BAMBINI - Il presidente della Repubblica, Carlo Azegio Ciampi, ha invece centrato i proprio intervento sulla necessità di dare ai bambini l'affetto di cui hanno bisogno. "Penso che i bambini si aspettano soprattutto una cosa, vedere dai nostri occhi, quando li guardiamo, che vogliamo loro bene - ha detto Ciampi -. Sono molto lieto di questa mattinata, di aver visto l'attenzione e la compostezza con le quali i bambini della scuola Manin hanno assistito a questa riunione di apertura, di come hanno parlato i bambini che hanno iniziato gli interventi", ha detto il capo dello Stato a proposito della cerimonia, cui ha assistito un gruppo di alunni di una scuola multietnica romana.
17 ottobre 2004 -

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/10_Ottobre/17/Ciampi_bambini.shtml

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