Nuoce gravemente alla salute
Di Patrizia D'Andrea

Sulla confezione c’è scritto: "nuoce gravemente alla salute", ma chi compra le sigarette neanche la nota; e allora? "Bisogna usare caratteri più grandi ed evidenti questa la direttiva approvata dall’UE, e difatti la frase su citata verrà presto sostituita con: "IL FUMO UCCIDE", che dovrà coprire il 40% delle facciate della confezione.
Ma il problema non sarà risolto. E sì, perché il fumo è un vero problema. Ogni anno muoiono 90.000 persone solo in Italia; è il responsabile del cancro al polmone nell’85% dei casi, ed ha un incidenza del 30% su tutte le morti per cancro.
L’ultima terribile scoperta è annunciata dalla rivista "The Lancet": "fumare nell’età dello sviluppo aumenta, nelle donne, la possibilità di ammalarsi di tumore al seno del 70%".
Questo è spaventoso, se pensiamo che nel nostro Paese sono 70000 le ragazze tra i 13 e i 16 anni che fumano, e ogni giorno 600 adolescenti cominciano a fumare.
Per frenare il fenomeno si corre ai ripari: in America si è deciso di eliminare da film in programmazione scene che in qualche modo potrebbero influenzare i giovani a iniziare a fumare; a New York per scoraggiare i consumatori il prezzo delle sigarette è stato vertiginosamente alzato e in tutta l’UE è stata attuata una campagna pubblicitaria antifumo.
"Attualmente in Italia secondo un decreto del ’34 – come ci informa la professoressa De Martino – è vietato vendere sigarette ai minori di 16 anni, è vietato fumare in determinati locali, sui mezzi di trasporto pubblico e nei locali di pubblica amministrazione. Inoltre nel ’99 è stato stabilito che le sanzioni per chi non rispetta i divieti devono andare dai 6 ai 10000 euro, e le sanzioni per chi non fa rispettare i divieti dai 10 ai 50 euro". Ma ancora molto si sta facendo nel nostro Paese, dalle nuove proposte di legge che aumenteranno sia i divieti sia le sanzioni per chi non li rispetta, alle parole pronunciate dal presidente Ciampi in occasione dell’annuale giornata dell’Airc "IL FUMO FA MALE,SEMPRE E COMUNQUE". Per gli esperti però non è abbastanza "L’unico modo per porre fine al problema –avvertono- è dare la concezione del pericolo tramite una campagna educativa fin dall’elementari".
Comunque sia, il fumo è ormai un male sociale e come tale va affrontato, ognuno di noi è chiamato a combatterlo nel quotidiano; più di tutti chi non riesce a smettere: può scoraggiare gli altri a cominciare.
24/11/02

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