Prologo all'inferno

E come il tempo alla sua foce
impallidendo dolorosi inchiostri
gravi del fatto inusitato atroce

così tra molti avvenimenti nostri
di vasto sangue è abbeverato il suolo
cui porgono ombra non pietosi chiostri

Più non può il tempo trascorrer solo
inaudito riudir pauroso schianto
che risuonò dall'uno all'altro polo

di morte e il muto doloroso pianto
della razza dannata a Norimberga
di cui fu fatto criminale espianto

E dove pietà più dentro s'alberga
versasi un cuore inarrestabile flutto
di pianto che non par nulla deterga

E l'uomo stette e la natura in lutto
nel tempo che gia più sofferse strazio
d'un segno di fraternità distrutta

d'oscuro d'umanità prefazio
d'una epoca d'angoscia e di paura
nel breve giro e nel vsto spazio(..)

A sei milioni di vittime,
a ottanta milioni di carnefici
agli innocenti e ai colpevoli,
affratellati nella memoria dell'orrore
e nell'orrore della memoria
.
FEDERICA GIUNTA
27/01/03

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