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La scuola sovraccarica

Attraversiamo un periodo nel quale le aspettative nei confronti  della scuola aumentano. E aumentano le  proposte  di  affidare  alla  scuola compiti che vanno al di la' della  sfera  puramente  istruzionale  per investire quella della educazione in senso lato.
Non solo educazione civica, ma educazione alla legalita' (contro mafia e camorra, per arrivare al  bullismo),  alla  salute  (dall'educazione sessuale a quella alimentare), al codice  della  strada  (con  annesse lezioni di guida corretta), e chi piu' ne ha piu' ne metta. Fino  alla recentissima proposta, nata  sull'onda  dei  gravi fatti  accaduti  a Catania dopo una partita di calcio, di istituire un'ora  (mensile)  di "educazione    sportiva".    Una   proposta,   avanzata   dal  CAPDI (Confederazione delle associazioni provinciali dei  diplomati  Isef  e dei laureati in scienze motorie),  e  presa  in  considerazione  dallo stesso ministro dello sport, Giovanna Melandri.
Non e' la prima volta che accade, in Italia e  all'estero. 

E  per  la verita', a queste fasi di arricchimento (e appesantimento)  dei  piani di studio seguono spesso richieste di tornare  ai  compiti  essenziali della scuola, ai "basics". Si confrontano qui due  concezioni  diverse del    ruolo   della   scuola:  quello  di  chi  le  assegna  compiti prioritariamente    afferenti  alla dimensione  degli  apprendimenti, disciplinari e interdisciplinari, e quella di chi estende tali compiti all'ambito delle regole di  comportamento  nei  piu'  diversi  settori della vita civile.
Forse l'ampliamento delle funzioni educative  (in  senso  lato)  della scuola e' inevitabile, anche a seguito della crisi del ruolo educativo della famiglia, ma a noi sembra che le istituzioni scolastiche  e  gli insegnanti dovrebbero essere messi in condizione, prima di  tutto,  di fare bene il loro mestiere, che e' quello di rendere  interessante  ed efficace l'insegnamento e l'apprendimento, in un contesto di  rispetto sociale del loro ruolo. Gli studenti che studiano e imparano bene cose interessanti hanno maggiore rispetto per se' e per gli altri.

FONTE TuttoscuolaNEWS n. 279 - luned́ 12 febbraio 2007

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