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Sarah (Clicca per ingrandire)
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Sarah e Michel a Torremaggiore
Tutto è cominciato con la notizia della presenza, a
Torremaggiore, di un’americana accompagnata da un francese.
È tutto quello che sapevamo, oltre al fatto che sarebbero
partiti nel giro di due giorni. C’era quindi pochissimo tempo per trovarli,
bisognava darsi tutti da fare e se ciò non fosse bastato, aspettare il solito
colpo di fortuna.
Ebbene siamo riusciti a scoprire che a mezzogiorno in punto
i due “ricercati” si sarebbero recati all’Ufficio Anagrafe.
L’informazione trapelata è risultata vera, infatti li
abbiamo trovati proprio lì. Lui sembrava un detective con quel block notes sul
quale appuntava tutte le informazioni che riceveva. Lei, una ragazza molto
carina con un viso angelico, aveva una telecamera il cui nastro da quel momento
in poi non si sarebbe mai fermato.
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Sarah e Michel con Sabino Ringoli (Clicca per ingrandire)
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Dopo le ovvie presentazioni iniziali, il prof. D’Andrea ha
iniziato a parlare loro della nostra Associazione Torremaggiore-Buffalo e a
rivolgere qualche domanda per conoscere qualcosa in più.
Abbiamo appreso che Sarah è originaria di Boston, ma vive a
Los Angeles per lavoro da quando aveva diciassette anni, mentre Michel è un
regista e scrittore di Dublino, ma vive a Parigi e oltre a conoscere il
francese e l’inglese, parla anche un po’ di italiano.
Ma che ci facevano Sarah e Michel, che vivono in due
metropoli così lontane, nella nostra cittadina? Che cosa li aveva spinti ad
affrontare un viaggio lunghissimo ed estenuante?
Ebbene lo scopo del loro viaggio era sicuramente uno dei più
nobili, quello di riscoprire le loro origini. Gli avi di Sarah infatti erano
vissuti a Torremaggiore: i suoi nonni fanno parte di tutti quei compaesani che avevano
abbandonato a malincuore le loro case e i loro affetti per inseguire il sogno
americano con in mano alcune valigie di cartone.
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Sarah e Michel con Sabino Ringoli (Clicca per ingrandire)
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Sarah e Michel spulciando gli archivi comunali sono riusciti
dopo una lunga e faticosa ricerca a ricostruire una specie di albero
genealogico. Ogni qual volta Sarah scopriva un nuovo tassello della sua
famiglia, le si illuminava il volto e il suo larghissimo sorriso trasmetteva la
sua gioia anche a noi li presenti.
Il nostro incontro è proseguito dopo pranzo per una visita
guidata dei luoghi d’interesse storico, ma soprattutto delle strade in cui erano
vissuti gli ormai scomparsi parenti di Sarah. Non è stato per nulla facile fare
da guida ai nostri nuovi amici per via della lingua, ma ad ogni silenzio che
segnava un momento di incomprensione tra noi, si rimediava con uno sguardo o un
sorriso chiarificatore.
Nella Sala del Trono del Castello Ducale, sede delle
riunioni del Consiglio Comunale, Sarah e Michel hanno afferrato la bandiera di
Torremaggiore che era ammainata, per metterla ben in mostra e omaggiarla.
Allora io ho detto loro che la nostra è una bandiera molto semplice di soli due
colori, ma Michel ha aggiunto prontamente che per lui ma soprattutto per Sarah
aveva un significato molto profondo, ovvero la riscoperta delle origini.
Quel gesto e queste parole dovrebbero in qualche modo
renderci orgogliosi di essere torremaggioresi e al tempo stesso dovrebbero
portarci a riflettere sull’indifferenza e il distacco che c’è tra noi
concittadini e la bandiera che ci rappresenta, o meglio sul distacco che c’è
tra noi torremaggioresi e Torremaggiore stessa.
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Sarah e Michel con Sabino Ringoli (Clicca per ingrandire)
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Non solo la bandiera, ma tutto ciò che di Torremaggiore a
noi sembra banale e privo di significato, per Sarah e Michel era qualcosa di
inestimabile valore; e l’ intera Torremaggiore, che a noi giovani di grandi
ambizioni sta molto stretta e che non vediamo l’ora di lasciare, era continuamente
apprezzata e lodata dai nostri amici, loro che sono girovaghi del mondo e cittadini
di famose metropoli.
Dopo il castello e il Codacchio è arrivato il momento più
emozionante per Sarah, cioè la visita delle strade (via Goito e via Marsala),
in cui avevano abitato i suoi avi. Ha voluto percorrerle tutte e due interamente,
soffermandosi maggiormente davanti alle case più vecchie e fatiscenti,
esclamando ogni qual volta “It could be!”.
Il “potrebbe essere” è risuonato più volte, date le
innumerevoli case antiche presenti, ma Sarah alla fine ne ha scelto una in
rappresentanza di tutte le altre, con una estrema sicurezza, dettatale molto
probabilmente da un sesto senso che solo lei poteva avere. Cominciò a sorridere
e a sprizzare felicità da tutti i pori, pur sapendo che non sarebbe mai
riuscita ad essere certa della scelta che aveva fatto.
Il tour guidato si è concluso con la visita al Santuario di
Maria Santissima della Fontana, dove i nostri amici hanno fatto la conoscenza
del parroco, che li ha accompagnati al cimitero per aiutarli a ritrovare la
tomba dei loro cari.
Nel momento del congedo Sarah e Michel ci hanno ringraziati
tantissimo per il nostro aiuto e soprattutto, a loro detta, per la nostra
simpatia e la nostra amicizia; ma, senza dubbio, siamo più noi a dover essere
grati a loro per la fantastica esperienza.
Grazie Sarah e Michel per averci trasmesso le vostre
emozioni, e per averci fatto crescere sia culturalmente che umanamente e grazie
per il grande tesoro che ci avete fatto scoprire: l’importanza delle proprie
origini, che non vanno mai dimenticate, ma vanno custodite sempre gelosamente
nel cuore.
Vincenzo
Pio Di Noia
13 luglio
2005
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