La voce del Fiani

A’ Corleò, datti una regolata!

A’ Corleò, datti una regolata, per piacere!
Ho avuto la pazienza di scorrere tutto il tuo "articolo"
(N.R.: Vedi....) e ce n’è voluta davvero molta per leggere tante, tante parole per ricavare il poco succo che c’è.
Dunque ti definisci "pagliaccio", affermi di essere stato lo zimbello della classe e dei professori, che facevi ridere alle interrogazioni, giocando a fare il genio incompreso. In realtà, come dicevano i Latini, ciascuno è artefice del proprio destino e quando le cose non vanno è troppo semplice giocare a scaricabarile e far ricadere sempre la responsabilità su chi ci sta accanto.
A volte è bene fermarsi e fare un piccolo esame di coscienza.
Invece di trovare l’ennesimo difetto agli insegnanti, ti sei mai chiesto che tipo di studente sei stato? Hai fatto il tuo dovere, sei mai entrato in classe con l’umiltà di chi sa che può apprendere qualcosa dagli altri, hai studiato le varie materie, ti sei sottoposto alle regole della scuola, condividendone le difficoltà con i tuoi compagni?
Troppo faticoso.

D’altra parte perché ostinarsi a pretendere da te uno studio regolare e un rendimento normale, quando tu sai di essere unico perché ti diletti a scrivere versi?
La poesia. La sublimità della poesia. Caro mio, le tue qualità poetiche, vere o presunte (ai posteri l’ardua sentenza) ma sempre troppo sbandierate, non possono essere un passepartout per ottenere senza fatiche risultati che agli altri allievi costano ore di sano lavoro.
Sarà che hai avuto la sfortuna di capitare tra gente normale, comuni mortali senza lampi di genio tra i quali, non potendo primeggiare per cultura, ti sei sforzato di primeggiare per mancanza di serietà.

Quanto al tuo Esame di Stato, sottolineo solo che è stato pubblico e che alla tua prova il pubblico è stato particolarmente numeroso e attento.

Se adesso, all’Università di Chieti, ti sei messo a lavorare, meglio tardi che mai, ma smettila di dire di essere il primo a… il primo di… l’unico a…
Il nostro Liceo ha avuto molti alunni che hanno primeggiato e continuano a farlo in molte – e prestigiose – università pubbliche e private, nei campi più svariati, ma hanno avuto il buon gusto di considerarlo un fatto assolutamente normale, senza sbandierarlo ai quattro venti.
Se tu invece senti il bisogno di farlo, non sarà che eri il primo a non crederci, che studiare e prendere bei voti è stata per te una meravigliosa scoperta?

Ancora una volta meglio tardi che mai.

Con l’affetto di sempre
Prof. Angela Sacco

A staff@lavocedelfiani.com -
22 marzo 2004

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