Il
Risorgimento, questo sconosciuto, al centro dei festeggiamenti del 150°
Buona
parte delle memorie e delle rievocazioni per i festeggiamenti del 150°
dell’unità d’Italia è stata riservata a rievocare il Risorgimento, come momento
storico decisivo in cui l’unità dello Stato si è realizzata. La notevole
partecipazione popolare a questi festeggiamenti, andata forse oltre le migliori
previsioni, la si deve forse anche al fatto che nella memoria di milioni di
Italiani gli eventi e i protagonisti del Risorgimento sono ben presenti e
saldi, grazie anche a quanto da ragazzi hanno appreso sui banchi di scuola.
Chissà
se alle prossime celebrazioni, fra mezzo secolo, le generazioni adulte che
andranno a festeggiare i 200 anni dell’unità d’Italia, avranno, come quelle
odierne, le stesse memorie del Risorgimento come momento storico fondativo.
Ci
permettiamo di dubitarne, perché le memorie degli eventi storici importanti e i
sentimenti e le emozioni in cui esse si originano avvengono normalmente in una
età propizia, in cui la mente è particolarmente aperta a ricordare e fissare,
come avviene durante la scuola elementare e la scuola media. Ma oggi, come
Tuttoscuola ha già ricordato, i programmi di storia per la scuola primaria e
per la secondaria di I grado non prevedono l’insegnamento né del Risorgimento
né degli eventi e dei personaggi che hanno fatto l’unità. Di Risorgimento si
parla alla fine del terzo anno della secondaria di I grado insieme ad altri
momenti storici dell’età moderna, con il rischio di essere trattato
fugacemente.
I
nostri ragazzi dovranno attendere le superiori per saperne un po’ di più,
sperando che basti per ricordare da adulti, fra mezzo secolo, le ragioni dei
futuri festeggiamenti dell’unità d’Italia. Senza dimenticare che circa 120 mila
studenti delle superiori ogni anno lasciano qualsiasi percorso educativo,
non arrivandoci proprio quindi a studiare il
Risorgimento.
TuttoscuolaNEWS
n. 48 - lunedì 21 marzo 2011