Prime mosse del governo:
rimodulare la Moratti, con juicio
"I Ministri competenti, infine, provvederanno alla
rimodulazione dei tempi di attuazione del 2° ciclo della Riforma
della scuola e alla correzione dei
Decreti sulle nuove classi di laurea e sulla programmazione triennale 2007-2009".
Cosi' si conclude la breve nota inviata da Vannino Chiti, ministro per i
Rapporti con il Parlamento e le Riforme, ai Presidenti del
Senato Franco Marini, e della Camera Fausto Bertinotti, per informarli
delle prossime mosse del Governo ai
fini della predisposizione del calendario dei lavori
parlamentari.
Per quanto riguarda l'istruzione, per la verita' (a
differenza di quanto previsto per altri
settori, dalla politica estera alla giustizia), non si
accenna a provvedimenti legislativi: con l'elegante formula della
"rimodulazione dei tempi" si fa capire che il "ministro competente"
Fioroni si limitera' per il momento ad operare attraverso lo strumento
dei decreti ministeriali.
In sostanza sara' bloccato il decreto 775/2006 sulla
sperimentazione del secondo ciclo a partire dal 1° settembre
2006 e sara' rivisto profondamente il decreto legislativo n.
226, una volta che il Governo abbia definito le scelte da farsi, previa una ampia consultazione del mondo della scuola e non solo.
Anche l'estensione formale del diritto-dovere ai primi tre anni degli istituti
di istruzione secondaria superiore a
partire dall'anno scolastico 2006/2007, prevista dall'art. 28
del decreto 226, sarà bloccata.
Per il momento, dunque, non e' in calendario
l'abrogazione della intera legge n. 53/2003, che richiederebbe
un difficile passaggio parlamentare. E' indispensabile procedere ad
una rilettura della legge delega n. 53/2003 che all'articolo 2 ha previsto un
"unico sistema educativo di istruzione e formazione" ed un
altrettanto unico "secondo ciclo di istruzione e di formazione",
articolato al proprio interno come prevede la stessa
norma, in due sottosistemi "dell'istruzione liceale"
e "dell'istruzione e formazione professionale". Forse è
su questo che bisogna ragionare per dare
attuazione all'elevazione dell'obbligo scolastico a 16 anni prevista dal
programma dell'Unione.
TuttoscuolaNEWS n. 247 - lunedì 29 maggio 2006