La voce del Fiani

LINGUE, ORE, TUTOR I NODI DELLA RIFORMA I tagli nella manovra spaventano la scuola Siniscalco: cerchiamo risparmi alternativi

LO SCIOPERO DELLA SCUOLA LA RIFORMA

Jacomella Gabriela

La settimana delle proteste arriva a due mesi dall' entrata in vigore della riforma Moratti nelle prime classi della secondaria di primo grado (le vecchie medie) e dopo l' allarme suscitato dal taglio del 2% sul corpo docente (pari a 14 mila insegnanti) previsto da un emendamento della nuova Finanziaria. Ieri il ministro dell' Economia Domenico Siniscalco, intervenendo a Bruxelles, ha ipotizzato che i tagli al settore scolastico possano essere coperti da altri aggiustamenti: "Stiamo discutendo, se ho ben compreso, di un intervento che riguarda il 2006". Per poi aggiungere: "Ho parlato diverse volte con il ministro Moratti e le ho detto che studieremo, all' interno dei vari aggiustamenti di spesa, se questo può essere sottoscritto da altri, sicuramente all' interno dei saldi". A poco più di un anno dall' inizio della sperimentazione nelle primarie, ecco il bilancio delle novità introdotte, dei problemi ancora irrisolti, della partecipazione di scuole, famiglie e docenti alla riforma.

L' ANTICIPO In classe a 5 anni 33 mila bambini L' ALLARME di un anno fa è rientrato: nessuna corsa all' anticipo nelle primarie italiane. Solo una famiglia su tre ha scelto di usufruire della possibilità di iscrivere a cinque anni e mezzo i propri figli alla scuola dell' obbligo. E di conseguenza, le strutture e gli organici esistenti sono per ora riusciti ad "assorbire" le nuove leve, senza accusare problemi di spazi e finanziamenti. "Teoricamente - fa il punto Giuseppe Bertagna, pedagogista al dipartimento di Scienze dell' educazione all' università di Bergamo, tra i più ascoltati dal ministero - i bambini interessati all' anticipo sarebbero 85 mila: quest' anno l' hanno scelto in 32-33mila. Se partiamo dal presupposto che una delle preoccupazioni più diffuse era che i genitori sarebbero tutti corsi a iscrivere i figli a scuola, peccando di precocismo, possiamo constatare invece che da parte delle famiglie si è avuta una risposta molto matura. Danno la priorità alla dimensione educativa, e so addirittura di alcuni casi in cui le famiglie, dopo i primi mesi di inserimento alla primaria, hanno chiesto la reintegrazione nella scuola dell' infanzia perché si sono resi conto che il bambino si trovava in difficoltà". Il dato è confermato anche dai sindacati: "Sulla primaria - commenta Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil - il boom non c' è stato. Ma il ricorso all' anticipo avviene con percentuali crescenti dal Nord al Sud, perché spesso è la soluzione di un problema sociale preesistente: la mancanza di disponibilità alla scuola dell' infanzia, o le rette troppo salate. Trattandosi della scuola dell' obbligo, il problema di organico non si pone, perché il funzionamento degli istituti viene garantito dal ministero. Ma la considerazione da non dimenticare è che si stanno mettendo nella stessa classe bimbi che hanno fino a 20 mesi di differenza". Diversa è la situazione nelle scuole dell' infanzia: "In molte situazioni mancano ancora le intese con gli enti locali - continua Panini - per cui i bambini sono stati inseriti in sezioni troppo numerose, e le nuove figure professionali necessarie non sono state ancora definite. Solo una settimana fa il ministero ha sbloccato 406 cattedre per la scuola dell' infanzia, che però serviranno per coprire la richiesta crescente per la fascia dai 3 ai 6 anni".

L' INFORMATICA "I vecchi computer saranno sostituiti" NELLE nuove tecnologie, "l' 80% di quanto previsto dalla riforma è stato realizzato - fa il punto Alessandro Musumeci, direttore generale per i sistemi informativi del ministero -. Nel 2003-2004 abbiamo formato 197 mila docenti in ogni ordine di scuola e contiamo di implementare del 30% il nostro intervento nei prossimi due anni". Il ministero segnala anche l' installazione di 7 mila parabole (altre 13 mila arriveranno entro il 2005) nelle primarie, dove l' accordo con la Rai prevede la diffusione dei progetti multimediali Divertinglese e DivertiPc. Tuttavia molte scuole denunciano collegamenti online scarsi, macchinari obsoleti. "Il problema c' è, ma contiamo di aumentare i fondi (finora sono stati investiti 75 milioni di euro) e sostituire i pc vecchi. E il cablaggio a banda larga è presente nell' 85% delle scuole, più di altri Paesi Ue".

IL TUTOR "Il nuovo maestro nel 18% delle aule" E' il punto più contestato della riforma. "Ad oggi - riassume Panini - solo il 18% degli istituti che avrebbero dovuto inserirlo l' ha realmente attuato, sia tra le primarie che nelle prime classi delle ex medie. La contestazione nasce dal fatto che le trattative sul contratto per questa nuova figura professionale, partite il 30 agosto, sono ancora aperte. E ci sono difficoltà insormontabili, tra cui la proposta del ministero di limitare a un anno la validità del provvedimento contrattuale. E un aumento di stipendio che, secondo i nostri calcoli, si attesterebbe sugli 8,50 euro lordi mensili". Lo stallo sul fronte tutor preoccupa anche il ministero: "Mi auguro - commenta Criscuoli - che passato lo sciopero di oggi (ieri, ndr) si possa riprendere il tavolo delle trattative, individuando una soluzione morbida, che aiuti le scuole a superare le loro riserve".

LE LINGUE Inglese, più prof ma un' ora in meno L' INGLESE era arrivato un anno fa nella primaria, e quest' anno tocca alle prime classi delle secondarie di primo grado confrontarsi con la novità della doppia lingua comunitaria. Per far fronte alla necessità di docenti specializzati "abbiamo autorizzato l' assunzione di personale per circa 1.700-1.800 unità nella primaria e altrettante nella secondaria", fa il punto Silvio Criscuoli, direttore generale degli ordinamenti scolastici. Il ministero non si sbilancia sui fondi, ma fa sapere che dal prossimo mese dovrebbero prendere il via i corsi di formazione per gli insegnanti di entrambi gli ordini di scuola. Altro tema caldo riguarda la riduzione di un' ora alla settimana nell' insegnamento dell' inglese nelle ex medie: secondo il ministero, le scuole potranno recuperarla utilizzando parte della quota oraria facoltativa per gli studenti. Istituti in ritardo nei piani formativi MOLTE scuole, prese in contropiede dall' entrata in vigore della riforma (per la quale in molti avevano preventivato tempi più lunghi), non sono riuscite a elaborare in tempo i nuovi piani di offerta formativa (Pof) basati sull' orario flessibile, con "pacchetti" a partire dalle 27 ore. "La flessibilità dell' offerta non è stata ancora messa a fuoco da tutte le scuole, per fare un bilancio bisognerà aspettare gennaio con la presentazione dei nuovi Pof - commenta Bertagna -. E il problema è complicato dal fatto che non c' è ancora un accordo Stato-regioni per definire la quota oraria in gestione a queste ultime". In sostanza, le regioni potrebbero introdurre delle ore settimanali obbligatorie in aggiunta alle 27 nazionali, per approfondire ad esempio tematiche legate al territorio. Oppure rinunciare alla loro quota e affidarla alle singole scuole.

IL SECONDO CICLO Superiori, la data non c' è ancora A UN ANNO dall' inizio della sperimentazione nelle primarie e a pochi mesi dall' inaugurazione della riforma nella secondaria di primo grado, il futuro della secondaria di secondo grado (il secondo ciclo dell' istruzione) rimane un' incognita. Di certo c' è la proposta del "doppio binario", istruzione tecnica e professionale da un lato, licei (8 indirizzi in totale, dall' arte all' economia, dalle letterature alle scienze, per finire con i saperi tecnologici) dall' altro. Una "canalizzazione precoce" che non piace a sindacati e associazioni studentesche, nonostante le garanzie del ministro Moratti sulla possibilità di transitare da un sistema all' altro senza sbarramenti. "Ma in realtà sul secondo ciclo - è il commento di Enrico Panini - non si sa ancora niente di preciso. L' impressione è che su questo tema si sia aperto uno scontro, che vede schierati da un lato il ministero, dall' altro Confindustria e anche una parte dei partiti di maggioranza, a quanto ci risulta soprattutto An e Udc. Il contrasto riguarda principalmente il passaggio di competenza alle regioni sulla gestione degli istituti tecnici, un "trasloco" contro il quale si sono schierate anche Cgil, Cisl e Uil. A parte questa polemica, sulla riforma del secondo ciclo il ministero finora ha prodotto solo due provvedimenti marginali: quello sull' alternanza scuola-lavoro, con la formazione professionale e l' apprendistato inseriti in maniera organica nel percorso dello studente, e quello sul diritto-dovere allo studio. Il resto ad oggi è tutto fermo: ci sono gruppi di lavoro di cui non è nota la composizione, e pare che si ipotizzi una riduzione a 30-32 ore settimanali contro le attuali 35-40. Ma su questa parte della riforma le informazioni sono ancora davvero troppo poche per poterne discutere con cognizione di causa". Anche Silvio Criscuoli non si sbilancia sull' argomento: l' unico punto fermo, finora, è appunto che "già da un paio d' anni il ministero ha costituito dei gruppi di lavoro e di riflessione sulla riforme nel secondo ciclo e sulle otto tipologie liceali. Ma si tratta solo di prime riflessioni, che non credo neanche siano state ancora riferite in maniera organica al ministro Moratti. Qualsiasi considerazione sui tempi e sulle modalità di attuazione, per non parlare di eventuali fondi e bilanci, sarebbe davvero prematura". -2% I TAGLI all' organico dei docenti previsti da un emenda- mento della nuova finanziaria 34.400

LA RIDUZIONE del numero dei docenti (Finanziaria 2002) per il triennio successivo 14.000 LE CATTEDRE che potrebbero scomparire se i tagli previsti diventassero effettivi 76.000 LE ASSUNZIONI tra i precari storici, gli amministrativi e i bidelli effettuate dal ministero

CORRIERE DELLA SERA martedì, 16 novembre, 2004 SCUOLA Pag. 008

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