La riforma costituzionale

Presentazione

Il Consiglio dei ministri, appositamente convocato il 16 settembre 2003, ha approvato in via preliminare il disegno di legge di revisione della parte seconda della Costituzione, che sarà ora sottoposto alla Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali.
La riforma affronterà poi l'iter parlamentare di approvazione previsto dalla Costituzione e cioè l'approvazione da parte di ciascun ramo del Parlamento con due distinte e successive deliberazioni (ad intervallo non minore di tre mesi) assunte a maggioranza assoluta da ciascuna Camera.


Il disegno di riforma prevede:

- un Senato federale della Repubblica, composto da 200 senatori, più quelli assegnati alla circoscrizione Estero ed i senatori a vita;
- una Camera dei deputati fortemente ridotta nel numero (400 membri, più quelli assegnati alla circoscrizione Estero);
- un bicameralismo, non più perfetto ma asimmetrico, in linea con gli ordinamenti caratterizzati da un forte potere delle autonomie territoriali; ogni ramo del Parlamento esaminerà disegni di legge su materie proprie e peculiari (salvo alcune strettamente bicamerali);

- una Corte Costituzionale con forte connotazione regionale ed un maggiore collegamento con il Parlamento (nove, su diciannove, i membri eletti dalle Camere) e le norme sulla ineleggibilità di parlamentari e di consiglieri regionali;
- una nuova procedura di elezione del Capo dello Stato;
- il potere di scioglimento della Camera viene esercitato dal Presidente della Repubblica su proposta del Primo Ministro, che ne assume la esclusiva responsabilità mentre quello del Senato spetta al Presidente in via esclusiva in caso di prolungata impossibilità di funzionamento;

- un rafforzamento della figura del Primo Ministro (non più, quindi, Presidente del Consiglio), che dovrà dirigere (oltre che promuovere e a coordinare) l'attività dei Ministri, da lui direttamente nominati e revocati.

- una Capitale con forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti dallo Statuto della Regione Lazio.
Inoltre:

- viene modificato l'articolo 117 della Costituzione, con la previsione della competenza legislativa esclusiva delle Regioni in materie attinenti ad istruzione, sanità e sicurezza, oltre che nelle materie non riservate alla competenza statale, nonché, con riferimento all'articolo 127, il procedimento concernente le leggi regionali che pregiudichino l'interesse nazionale.

- a tutela delle opposizioni, il referendum oppositivo sarà sempre possibile sui progetti di revisione costituzionale, qualunque maggioranza li abbia approvati.


Fonte: comunicato del Consiglio dei ministri

da http://www.governo.it/

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