Lombardia: presto
istituti recluteranno insegnanti
Patrizia Rapanā -
11-02-2012
l "nuovo che
avanza coi "tecnici"
accelera e va ormai a passo da bersagliere. Anche l'ultima sortita "sperimentale č in dirittura di arrivo. Presto,
infatti, a partire dal prosimo anno scolastico, in Lombardia, gli insegnanti
delle scuole statali potrebbero essere reclutati direttamente dai dirigenti
scolastici mediante concorsi differenziati per ciclo di studi, al fine di
svolgere le attivitā didattiche annuali.
Il progetto di legge regionale "Per
la crescita lo sviluppo e l'occupazione", proposto da Formigoni lo
scorso 27 gennaio e approvato dalla Giunta, deve superare ormai solo l'ostacolo
non insormontabile del Consiglio. Non si tratta di un provvedimento di routine:
la sostanza della legge segna un gravissimo strappo istituzionale.
L'intento dichiarato č
quello di sperimentare l'efficacia del cosiddetto 'concorso di istituto',
con bandi di reclutamento i cui criteri sono decisi dalla stessa Giunta
regionale in intesa con il Governo. Formigoni, dopo aver sbandierato ai quattro
venti che ''e' gia' iniziato il dialogo col Governo'', lunedi'
incontrerā a Milano il ministro Francesco Profumo. Incredibile, ma vero, il
ministro "tecnico" non ha finora sentito il bisogno di
puntualizzare. Da un punto di vista tecnico, infatti, il limite del progetto č
evidente: la proposta Formigoni fa letteralmente a pezzi il principio
costituzionale del Sistema Nazionale dell'Istruzione.
La modifica dell'attuale
legge regionale n. 19/06 č sostenuta da motivazioni fumose, per certi versi
assurde e, in ogni caso, assolutamente estranee alla lettera e allo spirito
della nostra Costituzione. Essa, infatti, č del tutto estranea a un sistema
formativo fatto a misura del mercato e di tutti gli interessi pių o meno
ambigui che si celano dietro la formula infelice con cui il Presidente della
Regione Lombardia prova a sostenere la sua proposta, che, stringi stringi, sta
tutta in un ibrido "incrocio diretto fra domanda e offerta",
che consacra l'aziendalizzazione della scuola e fa dell'autonomia scolastica un
contenitore vuoto in cui ognuno mette quello gli pare. Senza contare le
competenze didattiche di "dirigenti manager", i problemi di
trasparenza e le questioni di "appartenza" che traspaiono in
maniera preoccupante da un presupposto per l'ammissione: "E' ammesso a
partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca
e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, che
costituiscono parte integrante del bando di concorso di ciascun istitutoscolastico".
Condividere cosa? Anche il
fervore religioso del "governatore" e le nobili posizioni leghiste in
fatto d'integrazione?
FONTE: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/