Isabella
Bossi Fedrigotti, editorialista del Corriere e nota scrittrice, traccia un
quadro preoccupante dei ragazzi d'oggi e, in particolare, di quella parte di
loro (e non sono pochi) che con freddezza, cinismo e indifferenza salgono
quotidianamente agli onori delle cronache per fatti criminosi, segnati da
incredibile violenza.
Di loro,
dei ragazzi, quando li arrestano, - osserva la giornalista - si coglie per lo più la freddezza e
l'indifferenza, non solo per le vittime ma anche per i propri cari e il
proprio destino, quasi che qualsiasi cosa - compreso il carcere - fosse
preferibile all'insopportabile noia che li affligge.
La
giornalista svolge una lunga analisi sui comportamenti di tanti giovani, sul
loro ambiguo conformismo, sulla loro vita priva di progetti e di speranze per
il futuro; poi si chiede: Ma
da dove vengono e
chi sono questi alieni crudeli e indifferenti?
La
risposta è disarmante: Da
case normali per lo più; anche dal degrado, dalla miseria e dall'emarginazione,
ma altrettanto, da case belle, quartieri buoni e famiglie per bene. Potrebbero
essere figli di tutti noi, incappati per insicurezza, per solitudine, per
noia nell'amico più forte, nel gruppo sbagliato; e si sa che il gruppo ormai
conta più della famiglia, per il semplice fatto che la famiglia, nonostante
il gran parlare che se ne fa, è oggi più debole che mai.
I ragazzi
sono privi della costante ed equilibrante presenza di entrambi i genitori, la
famiglia non è più come un tempo affiancata e sostenuta nel suo magistero dagli
insegnanti e da altre figure di educatori come, per esempio, i parroci.
Poveri
ragazzi - conclude l'editorialista - però
è questo il piatto che abbiamo preparato per loro, gli esempi che abbiamo fornito,
i modelli che abbiamo fabbricato. Ed è un serpente che si morde la coda perché
se famiglia, scuola e istituzioni varie oggi si rivelano così deboli, così
inascoltate e incapaci di educare è anche perché per prime sembrano aver
smarrito nel tempo le ragioni forti del loro essere. I maestri, insomma, i
tanto invocati maestri grandemente scarseggiano perché non credono più al loro
magistero.
TuttoscuolaNEWS n.
391 - lunedì 4 maggio 2009