Promozioni, bocciature, debiti: è tutto calcolato

 

diario di classe

 

Volpe Ilaria

La scuola è agli sgoccioli, e in classe c' è una strana atmosfera. Momenti di completo relax, di chi pensa di essere già in vacanza, si alternano a interrogazioni frenetiche di chi ha compreso solo da qualche settimana di essere in prossimità della fine, e tenta in tutti i modi di riparare il riparabile. O la va o la spacca. Anche perché i professori, aderendo alla politica della Tolleranza Zero ci hanno assicurato che si avrà il debito anche con 5,8, e quindi si è alla bieca lotta per la sopravvivenza. Resistere, resistere, resistere! In alcuni momenti le aule si trasformano in mercato delle vacche, con contrattazioni supportate da elaborate equazioni per dimostrare che meritiamo un voto maggiore: "Prof se conta che nella valutazione del primo quadrimestre mi ha messo sei anche se avevo 6,43, che l' anno scorso avevo sette, e che sono migliorata arrivando a 7,2, come minimo mi deve mettere otto". Vis polemica e dialettica possono a volte aiutare. Ma anche i professori fanno lo stesso. "Hai un cinque ed un sette meno meno, quindi non arrivi ancora al sei, ma se ti fai interrogare ti do sette". Tutto perché benché la gente normale creda che la scala valutazione sia di dieci decimi, gli addetti ai lavori ben sanno che tra il sei ed il sette ci sono una infinità di voti: seipiù, seiemezzo, seialsette, settemenomeno e settemeno. Un delirio. E io studio. Inizia il totoscommesse sulle bocciature, che nella nostra beneamata scuola avvengono con due materie gravemente insufficienti o tre col cinque. C' è chi sadicamente sostiene che "siamo troppi, quest' anno ci decimano" e chi speranzoso risponde a proverbi "Can che abbaia non morde, dai che ci salvano". Io ci provo a prendere sul serio queste dinamiche, ma che ci posso fare se la mente ormai vaga in sogni estivi? * liceale

lunedì, 31 maggio, 2004 SCUOLA Pag. 048

CORRIERE DELLA SERA

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