"E il mio maestro mi insegnò"
di G. D'Andrea

"E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire" (Battiato, Prospettiva Nevki)

Strano questo mondo, in cui ci si incrocia con gli altri senza mai sfiorarli, e che poi rivela la sua sete di dialogo negli incontri virtuali dei Forum e delle Chat.
Strano questo mondo della Scuola, in cui proff e studenti si ritrovano nelle aule senza mai, o quasi, incontrarsi con gli occhi del cuore e che invece rivela una vitalità insospettata negli incontri casuali e nei richiami sottili dei Messaggi o degli Articoli.

Siamo costretti a correre tutti indifferentemente, prof e alunni...
si corre ,c'è l'elogio della velocità e c'è superficialità: non ci si sofferma perché si è in ritardo all'appuntamento o col programma...e poi succede quello che è successo!!! ci sentiamo incompresi noi come credo lo stesso sia dall'altra parte della cattedra.
e discutere a volte è un tentativo vano di spiegare una situazione che degenera sempre
più, inesorabilmente ..

Questo in un "messaggio"; mentre in un articolo si legge:

Vuoti? Di cosa saremmo vuoti, precisamente? Di quei fantomatici valori che, tanto per non custodirli nella propria coscienza, un po' tutti, a prescindere da età e formazione, lasciano andare a spasso per la bocca e sulle labbra senza troppo conoscerne i significati, non di certo i nomi? Vuoti di ideali, forse?
Be', almeno sappiamo guardare al futuro e non ricordare e rimpiangere il solo passato.
Ecco quella che è purtroppo la standardizzata valutazione costantemente ribadita in merito a noi ragazzi; penso proprio che tutto ciò non ci stia bene, ci calzi stretto o, meglio, troppo largo: se ne dicono tante mentre in fondo la sostanza è ben più esigua e meno complessa
. (Vedi)

Forse è difficoltoso per noi "trovare l'alba dentro l'imbrunire", ma è necessario farlo per evitare di ripetere i soliti slogan e le solite frasi che troppo spesso vogliono giustificare una eccessiva deresponsabilizzazione nei confronti dei giovani.
E' difficile, oggi, parlare di "missione" nella nostra demoralizzante e spesso sprezzata professione, soprattutto perché esercitata in una realtà che copre ipocritamente con la vernice di perbenismo il suo "menefreghismo" totale verso tutto ciò che non è profitto; ma forse è opportuno farlo, soprattutto per questi giovani che, dietro la maschera del "bullismo", nascondono, inconsapevoli, il disagio di una civiltà che li emargina o li strumentalizza, e che spesso si chiudono a riccio per nascondere le loro delusioni di fronte a un mondo adulto che, nonostante le parole edulcorate, in fondo in fondo li disprezza.

4 novembre 2002

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