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Dalla legittima aspettativa al diritto per un posto fisso da docente

In decenni di precarietà di organici, di scolarizzazione di massa nella scuola secondaria superiore, il docente precario abilitato è diventato per l’amministrazione scolastica una merce preziosa, vista la difficoltà di indire con puntualità i concorsi ordinari.

Sindacati e politici sono stati quasi sempre favorevoli a trovare soluzioni ope legis o a tutelare gli interessi delle migliaia di precari che spingevano alle porte della scuola, inventando speciali graduatorie chiamate, di volta in volta, in modo diverso, doppio canale o permanenti, alimentando anche una legittima aspettativa di occupazione.

Graduatorie che crescevano di numero un anno dopo l’altro, fino a quando la finanziaria 2007 le ha trasformate in graduatorie ad esaurimento, ponendo anche fine, però, al loro incremento.

Un “chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro” che è stato indubbiamente un gesto di responsabilità, ma che ha anche aperto una nuova prospettiva.

Le graduatorie ad esaurimento, infoltite da questo ultimo appello, infatti non rappresentano più solamente una legittima aspettativa per quei docenti precari iscritti (come era avvenuto per anni con le graduatorie permanenti), ma costituiscono un diritto vero e proprio al posto che lo Stato dovrà assegnare nei tempo consentiti, ma che comunque, prima o poi, verrà.

E se alcuni degli iscritti dell’ultima ora nel frattempo, occupandosi di altro lavoro per sopravvivere, avranno perso la cognizione di cosa sia la scuola in cui entreranno? Non sembra un problema che ci finora si è posti...

Anche questa situazione dovrà essere affrontata dal legislatore per tutelare la qualità della scuola, verificando, cioè, le condizioni di professionali dei docenti che entrano, soprattutto nei casi in cui la loro esperienza abilitante o quella del concorso che li ha abilitati è lontana, loro malgrado, anni luce.

 TuttoscuolaNEWS  n. 452 - lunedì 6 settembre 2010

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