I giorni di Buffalo
Un po' cronaca e un po' diario
di Pina De Cicco

MERCOLEDI’ 12 MARZO 2003
Eccomi qui, in America, ancora non riesco a crederci, sembra di vivere un sogno.
Sono da poco passate le 18,00 quando le ruote dell’aereo toccano la pista di atterraggio. Buffalo è coperta da un cielo bianco, nevica forte e fa molto freddo, ma tutto ciò diventa irrilevante quando, percorsi pochi metri… eccoli lì, davanti ai nostri occhi increduli tutti i ragazzi con le famiglie reggevano cartelloni di benvenuto, palloncini e bandiere americane, erano lì ad attendere il nostro arrivo. Il professor LoJacono con un grande sorriso stampato sul viso, sempre con estrema ospitalità, ci ha presentati alle rispettive famiglie che ci avrebbero accolti nelle loro case per una settimana. Mentre il professore Gullo scattava fotografie a raffica quasi a voler catturare tutte quelle emozioni in un attimo.
La serata si è conclusa con le presentazioni di tutti i componenti della famiglia, già dal primo giorno mi hanno accolta con tanto affetto, mi sentivo davvero a casa. I due bambini Angela e Thomas mi hanno regalato dei disegni fatti da loro e in quei colori c’era tanto amore…

GIOVEDI’ 13 MARZO
La sveglia suona quando sono solo le 5,30.Mi affaccio alla finestra e le nubi che la sera prima ricoprivano Buffalo si erano dileguate dando spazio ai raggi del sole pallidi del mattino. Nicole (la ragazza di cui sono ospite) mi spiega che avremmo preso l’autobus alle 6,50 per raggiungere l’Hutch Tech School.
Giunti a scuola ci siamo tutti ritrovati nella sala allestita per il club di gemellaggio con il "Liceo N.Fiani" di Torremaggiore. Abbiamo conosciuto il Preside del Liceo, Mr. Greco, che ha consegnato ad ognuno di noi dei souvenirs della loro scuola.
Dopo averci dato il benvenuto, insieme abbiamo brindato con l’augurio di continuare in futuro questo progetto. Successivamente il prof. LoJacono ci ha fatto da "Cicerone", facendoci visitare il Liceo, l’aula di Chimica, Biologia, Architettura, la palestra, la sala multimediale, la mensa ed infine la sua aula di Italiano. Sulla parete un cartellone con le foto dei ragazzi del Fiani che lo scorso anno si sono recati a Buffalo per il gemellaggio. Abbiamo assistito ad alcune lezioni di Italiano, dialogato con i ragazzi e ci siamo confrontati circa le nostre usanze e le diversità tra il popolo americano e quello italiano. Le lezioni si sono concluse alle 14,40. Quindi siamo rientrati a casa.
La signora Diana aveva preparato dei deliziosi biscottini per il prof. LoJacono che quella sera ci ha ospitati a casa sua. E’ stata una serata deliziosa, non sono mancate foto, chiacchierate e tanto divertimento, gli ingredienti semplici che rendono una cena indimenticabile.

VENERDI’ 14 MARZO
Questa mattina ci siamo alzate molto presto perché c’era una ricorrenza particolare da festeggiare a scuola, ovvero il "Pi Day", il giorno in cui gli insegnanti diventano "vittime" nelle mani degli studenti che si divertono a tirar loro torte in faccia. Ovviamente prima dell’ "esecuzione" il professore recita un giuramento di non "post vendetta". Tutto questo si è svolto prima delle lezioni. Infatti, dichiarata chiusa la festa, tutti sono rientrati in classe. Mentre noi ci siamo recati, accompagnati dal prof. LoJacono al "Buffalo State College", ovvero l’Università Statale.
Abbiamo incontrato il professore Andrea Guiati che ci ha guidati durante la visita. L’università è a dir poco meravigliosa, è un organismo articolato all’interno del quale ci sono mensa, sale per seguire le lezioni, biblioteca accessibile a tutti con molti libri in Italiano, palestre, negozi, sale di proiezione film e poi gli appartamenti a disposizione degli studenti. Insomma una piccola città dello studente.
Oggi è venerdì, e per i liceali americani è l’ultimo giorno di lezione della settimana, quindi solitamente la sera si riuniscono nei locali.
Così la destinazione della nostra serata è stata il bowling. Per me era la prima volta, e dopo vari colpi a vuoto finalmente è arrivata la cosiddetta "fortuna del principiante" a regalarmi ben due strike! A fare il tifo dalla panchina il prof. D’Andrea, il prof. LoJacono, il Preside e il prof. Gullo.

SABATO 15 MARZO
È incredibile quante emozioni una giornata può dare e questa è una di quelle che non dimentichi mai, per il resto della vita, che lascia una traccia indelebile. Questa mattina, infatti, siamo partiti con destinazione Toronto.
Un vasto repertorio di canzoni intonate a squarciagola da tutti ha accompagnato il viaggio. Giunti a Toronto, abbiamo visitato la CN Tower, ovvero l’edificio più alto al mondo (553,33 m). L’ascensore panoramico ci ha portati in cima dove abbiamo provato l’ebbrezza di camminare su un pavimento di vetro a 447 m dal suolo.
Dopo abbiamo visitato il quartiere Little Italy di Toronto e abbiamo pranzato in un ristorante italiano. Quindi, dopo una pausa, ci siamo rimessi in viaggio verso le Cascate del Niagara.
È indescrivibile lo splendore della natura che i miei occhi hanno visto. Nessuna parola, nessuna foto può contenere lo stesso spettacolo. La violenza con cui l’acqua cade innalzando spruzzi d’acqua. Il sole si era da poco nascosto dietro le cascate quando siamo andati a farci una passeggiata per le strade piene di luci della città.
Il tempo di mangiare una pizza in un locale italiano e poi via ad ammirare lo spettacolo delle cascate sotto le stelle, luci colorate si riflettevano contro gli scrosci d’acqua che precipitavano in una distesa di acqua e ghiaccio, rendendo l’atmosfera magica, sublime. Con le immagini delle cascate nella mente e il suono dell’acqua che riecheggiava ci siamo messi in viaggio per il ritorno…

DOMENICA 16 MARZO
I raggi di sole penetrano nella mia stanza mentre dalla cicuta arriva un profumo invitante, la signora Diana aveva preparato delle "pancakes".
Subito dopo il prof. LoJacono e il prof. D’Andrea sono passati a prenderci con la macchina, il tempo di una visita veloce ad Angela, che era a letto con la febbre e poi via verso la chiesa di S. Antonio dove quella mattina avrebbero celebrato la messa in Italiano in onore di S. Giuseppe.
Durante la Messa il sacerdote ci ha dato il benvenuto. La celebrazione era accompagnata da un coro di cui faceva parte anche il prof.LoJacono .
Dopo la Messa lo stesso prof. LoJacono ci ha fatto un grande regalo, ci ha offerto il pranzo alla "tavolata di S.Giuseppe" dove abbiamo avuto modo di conoscere molti italiani che per problemi economici sono stati costretti a lasciare l’Italia per recarsi oltre oceano. Ma soprattutto abbiamo conosciuto la Vice Console sign.ra Lucia Caracci, una donna molto disponibile e simpatica.
Dopo il pranzo ha avuto inizio il "St. Patrick’s Day Parade", ovvero la festa nazionale degli irlandesi. Hanno sfilato carri, ballerine, musicisti, macchine d’epoca. Questa festa è molto sentita non solo dagli irlandesi ma anche dagli americani che usano decorare le proprie case con il trifoglio che è il simbolo del "St.Patrick’s Day". Infatti quando sono rientrata, la madre di Nicole aveva preparato dei biscotti a forma di trifoglio. Invece la sorellina Angela e il fratellino Thomas mi hanno regalato un grande trifoglio di cartoncino verde con i loro nomi che avevano preparato a scuola per me.
A sera la famiglia mi ha fatto un regalo inaspettato, mi ha portata a cena in un ristorante italiano davvero bello. Abbiamo scattato foto, dopodiché ho insegnato loro una canzoncina in inglese che conoscevo e, a quanto pare è piaciuta molto ad Angela e Thomas jr che in macchina, al ritorno, cantavano molto divertiti.

LUNEDI’17 MARZO
Stamani ho avuto modo di vivere una giornata da liceale americana. Infatti ho seguito Nicole durante le sue lezioni.
Il Preside Mr. Greco, tramite altoparlante, ha dato il buongiorno agli studenti dopo di che ci siamo alzati tutti in piedi con una mano sul cuore, rivolti verso la bandiera statunitense, mentre partivano le note di "God bless America". E poi è stata la volta dell’inno del Liceo.
Finalmente si inizia, prima ora: letteratura inglese. La professoressa ha interrogato dei ragazzi che avevano preparato un lavoro su alcuni autori americani e no.
Al termine della lezione ci siamo recati tutti nell’aula di "elettricità". Già, perché qui sono gli studenti a cambiare aula tra una lezione e l’altra. E sono piuttosto rapidi! Non solo, ma durante le lezioni nei corridoi c’è silenzio ed è difficile incontrare qualche studente.
Poi è stata la volta della lezione di Matematica e di un incontro di orientamento sugli sbocchi professionali.
Finalmente arriva il momento dell’intervallo e tutti gli studenti si spostano nella mensa.
Il tempo di mangiare un hamburger e poi via verso l’aula di Fisica.
Ultima ora: Italiano. Questa volta dietro la cattedra c’era il prof. Lojacono che ha approfittato della nostra presenza per parlare del sistema scolastico Italiano. Le lezioni sono terminate alle 14,40. All’uscita abbiamo preso l’autobus e alle 15,00 eravamo a casa…
La sera alle 19,00, con tutta la famiglia, ci siamo recati in un ristorante dove c’erano tutte le famiglie che ci hanno ospitati, i ragazzi, il professore Lojacono, il professore Gullo, il preside Cera, Mr Greco (il preside dell’Hutch Tech School) accompagnato dalla moglie, e il professore D’Andrea. Durante questa cena ufficiale, con i membri dei rispettivi club, c’è stato uno scambio di regali, abbiamo cantato e ballato. Ed infine il momento della torta, decorata con i colori della bandiera italiana.
Sono stati tutti davvero ospitali, sono persone molto semplici che ci hanno fatto sentire "a casa", e noi abbiamo cercato di portare un pizzico di allegria nonostante la situazione mondiale non facile.

MARTEDI’ 18 MARZO
Passano i giorni e mi sembra di vivere un sogno. Cerco di darmi dei pizzicotti sul viso e mi rendo conto che è tutto vero.
Penso a circa dieci giorni prima che passeggiavo tra le stradine del mio piccolo paese ed ora mi ritrovo qui, in questa grande città degli Stati Uniti.
Infatti, tutti gli studenti del Fiani, accompagnati dal professore D’Andrea e dal preside Raffaele Cera, siamo stati ricevuti dal sindaco di Buffalo Anthony Masiello che ci ha ricevuti nel suo ufficio. Sulla parete un ritratto di John Kennedy, un grande poster con scritto "God bless America" e ovunque bandiere degli Stati Uniti.
Il professore e il preside gli hanno offerto prodotti tipici del nostro territorio, olio e vino.
Io ho invece consegnato una lettera scritta dal sindaco Armando Palmieri, primo cittadino di Casalnuovo Monterotaro, accompagnata da un CD-rom in cui viene illustrata la situazione del paese in seguito al sisma dello scorso 31 ottobre.
Il "Mayor" Masiello ha ricambiato con una targa, in dono per i sindaci di Torremaggiore e Casalnuovo, raffigurante il palazzo comunale.
Ci ha chiesto cosa ci fosse piaciuto di Buffalo e gli abbiamo parlato del nostro incontro con gli studenti dell’Hutch Tech School e della nostra permanenza nella città; mi ha rivolto anche specifiche domande sul terremoto avvenuto in Puglia.
Infine, accompagnati da un assistente personale del sindaco, abbiamo visitato l’edificio sede del Municipio. E’ stata un’esperienza bellissima.
Tornati a casa, a malincuore ho preparato le valigie, mentre la madre di Nicole mi ha dato delle candele per mia madre, l’occorrente per preparare i "pancakes" (le frittelle al cioccolato), e poi la bandiera americana di Nicole e come non dimenticare i disegni e le letterine preparate per me da Angela e Thomas. Quel pomeriggio ho avuto il piacere di conoscere la nonna di Nicole, una signora anziana molto simpatica che mi ha regalato un orsacchiotto con un profumo.
Davvero una fatica far entrare tutti quei regali nella valigia, ma non volevo dimenticare assolutamente niente. Ogni piccola cosa ha in sé un significato e un ricordo importante.
L’ultima serata trascorsa tutti insieme è stata una partita di hockey tra i Buffalo Sabres e i Philadelphia Flyers. L’arena era gremita di tifosi e si respirava nell’aria un entusiasmo trascinante, così abbiamo iniziato a cantare a squarciagola il grido di battaglia dei Buffalo Sabres (&Let’s go Buffalo"). I ragazzi ci hanno fatto una sorpresa bellissima. Sul tabellone è comparsa una scritta di benvenuto agli amici di Torremaggiore. La partita si è conclusa con la vittoria, per 5 a 2, dei Buffalo Sabres.
Più tardi nel mio letto, lo sguardo fisso nel buio, ripenso a tutti i momenti vissuti nell’intensa settimana. Non voglio chiudere gli occhi e addormentarmi, non voglio che arrivi domani mattina e dover dire addio a tutto ciò…ma anche questo, come ogni cosa, finisce…

MERCOLEDI’ 19 MARZO
Come accade spesso e non solo nei film, proprio quando sembra che stai vivendo un sogno o proprio quando ti affezioni a qualcuno, arriva il momento di separarsene, di salutarsi, anche se non è un addio perché hai dentro di te la certezza che un giorno li rivedrai, anche un semplice arrivederci lascia nel cuore tanta voglia di piangere.
E questa mattina ho pianto tanto, Angela mi ha abbracciata forte stampandomi un grande bacio sulla guancia, mentre la signora Diana mi ha portato addirittura i fazzoletti. Il gatto si è seduto sulla valigia e non voleva scendere. Diana mi ha detto: "Non vuole che parti!". Thomas jr, timidamente si è avvicinato per salutarmi ed io, come sempre commossa, l’ho abbracciato. Nicole era seduta sul divano, silenziosa. Sono arrivati i genitori di Rachel con Angela, ci porteranno all’aeroporto. Un abbraccio forte a Diana che mi sussurra in lacrime: "Quando vuoi, la porta è sempre aperta", e al signor Thomas, il tempo di ringraziarli di tutto e poi via.
All’aeroporto c’erano tutti, e il momento che volevo non arrivasse mai, è arrivato. Dovevamo salutarci. Un forte abbraccio a tutti i ragazzi, al prof. Gullo e al prof. Lojacono che ha fatto davvero tanto per noi, avrei voluto dirgli tante cose ma le lacrime mi stringevano la gola e le uniche cose che sono riuscita a dire con un filo di voce sono state: "Grazie di tutto, davvero!". Credo proprio che non dimenticherò mai tutto questo.
E’ un’esperienza che mi ha lasciato una traccia indelebile e che costituisce un tassello importante nella mia vita…

Marzo 2003
[Sull'argomento vedi anche BUFFALO 2003 e ALCUNE FOTO ]

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