Pianeta "Gruppo"- Il segreto di un "successo"
by De'


Ai giovani piace tanto "distinguersi", non individualmente, ma all'interno di un "gruppo". Per entrare a far parte di un "gruppo" bisogna anzitutto farsi accettare, quindi la suprema preoccupazione dei giovani d'oggi è proprio questa: farsi accettare sotto diversi aspetti, per ognuno dei quali bisogna seguire dei "targe" e dei modelli da imitare senza possibilità di scampo.
Il primo esame riguarda l'aspetto fisico: le ragazze sono assiduamente su di una bilancia o davanti ad uno specchio a confrontare il proprio aspetto con quello delle modelle, o meglio ancora, delle "letterine" più in del momento. Prima le veneri erano degli scheletri, ora pare che ci sia concesso avere almeno i muscoli necessari al movimento. Per anni le ragazze hanno continuato a stirare i capelli fino a bruciarli del tutto; ora corrono tutte a farsi la permanente.
Sorte simile per gli esponenti del sesso forte: prima bisognava essere "belli e maledetti" per poter sperare di avere qualche minima considerazione; poi siamo passati dall'uomo macho palestrato e ripieno di ormoni (sull'onda di Taricone del Grande Fratello) all'uomo decisamente ambiguo e (a volte fin troppo) femminile: lineamenti delicati, corpo snello, capelli possibilmente biondi ma comunque rigorosamente lisci, poca barba o, meglio ancora, neanche un po'. La depilazione la lasciamo ai fanatici.
Una volta che si viene accettati per il proprio aspetto fisico, bisogna aprire bocca e iniziare a parlare. Anche in questo caso gli argomenti sono dei must e per lo più provengono dal mondo televisivo: in poche parole, si viene considerati alieni se non si sa discutere di (e quindi non si conoscono) il Grande Fratello, Saranno Famosi, Zelig, Mai dire gol, Dragon Ball e i Pokemon. Guai a non guardare assiduamente questi programmi: l'esclusione dalla vita sociale è automatica.
Superato anche questo scoglio, si passa all'ultimo esame, quello che riguarda l'ideologia, che si divide a sua volta in due "parziali". Il primo, quello più impegnativo, riguarda l'ambito musicale, e consiste nel sapersi riconoscere in uno dei seguenti gruppi: rasta, metallari, rockettari, punkettari, hip-hoppari o rapper. Naturalmente questo comporta un'approfondita conoscenza di tutte le ultime tendenze della propria categoria, nonché l'apprendimento di un linguaggio e di un pensiero specifici per ogni gruppo e naturalmente l'uso di un linguaggio appropriato.
Il secondo "parziale" riguarda invece l'ideologia politica. La parola d'ordine è: estremismo. Non importa dove, l'importante è schierarsi. Questo è l'esame più semplice, perché (in pratica) non comporta nessuna particolare conoscenza. Per dire di essere fascista, comunista, berlusconiano, no-global, disobbediente, pacifista o guerrafondaio non è assolutamente necessario conoscere le idee che sono alla base di questi atteggiamenti. L'importante non è essere, ma dire di essere. Chiaro?

Superati tutti questi esami, i giovani entrano di diritto in un "gruppo" che tenta di distinguersi dalla "massa" e nel quale si sentono liberi si esprimere sé stessi. N.B.: ho detto si sentono.

P.S.: questo non vuole essere un attacco, ma un'analisi del mondo giovanile, o perlomeno di come esso appare. Cari giovani, non limitatevi a sentirvi offesi e a mugugnare qualcosa davanti al monitor! Se pensate che io mi stia sbagliando, rispondete: quanto più numerose saranno le proteste (intelligenti) e le smentite, tanto più sarò felice di poter, eventualmente, ricredermi. Aspetto fiduciosa.

8/3/03

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