Attacco del quotidiano di Bossi alla Chiesa: "Un gigantesco
muro di gomma domina il Tevere. La Margherita: "Si scusino"


La Padania contro il Papa
"Inquietante quel romanesco"


An furibonda con il Carroccio: "Adesso è davvero troppo"
Casini: "Lo amano anche i padani e i non credenti"

ROMA - Il Papa che parla romanesco non piace al quotidiano della Lega La Padania e così, il giornale di Bossi spara un corsivo in prima pagina che definisce "inquietante", il "semo romani" pronunciato ieri dal Papa polacco. "Il Papa ha capito che far cadere il Muro di Berlino non è stato nulla in confronto alla resistenza del Muro Capitolino" scrivono i leghisti. Parole che scatenano la reazione di Alleanza nazionale. La reazione degli uomini di Fini all'uscita del giornale leghista è durissima. "In Padania si è impazziti" dice Mario Landolfi. "Adesso chiedano scusa" incalza il ministro Gianni Alemanno. "E' davvero troppo prendersela con il Papa" ammonisce il governatore del Lazio, Francesco Storace.

'''Damose da fà'. Il Papa - scrive il giornale del Carroccio - è capo della Chiesa universale, ma conosce bene i vizi di ogni singolo agnello del suo gregge. Così Giovanni Paolo secondo ha formulato nel vernacolo locale un incitamento all'impegno, al sacrificio, alla pastorale intraprendenza. Se il Signore Iddio impiegò solo sette giorni per concludere la creazione, se Noè salvò con la sua 'mini impresa familiare' una coppia di ogni specie animale, da allora i tempi si sono dilatati e i risultati assottigliati, soprattutto all'ombra del Cupolone: troppa burocrazia e poca resa".

"Un tempo non molto lontano - prosegue il corsivo de La Padania - erano gli impegni del (mal)governo temporale a distrarre dalla cura delle anime le tonache dello Stato pontificio. Poi ci ha pensato il Concilio Vaticano secondo a introdurre toni e ritmi più rilassati, il clergyman da viaggio e le vacanze sulla neve".


"Adesso - continua l'intemerata degli uomini di Bossi contro la Chiesa - dopo 25 anni, il Papa ha capito che far cadere il Muro di Berlino non è stato nulla in confronto alla resistenza del Muro Capitolino, il gigantesco Muro di gomma che domina il Tevere.
Del resto, alla fine dell'udienza il Pontefice ha aggiunto un inquietante: 'Semo romani'. Cosa mai avrà voluto dire?".

Il presidente della Camera Casini ha cercato di non fare polemiche: "Il Papa - ha ribadito - lo amano
tutti: credenti e non credenti, i padani, i meridionali, per cui non ci sono problemi". Ma i toni della Padania non sono piaciuti a Giuseppe Fioroni della Margherita. "Partendo dalle frasi in romanesco
pronunciate da Giovanni Paolo II - dice il deputato - il quotidiano leghista offende pesantemente chi presta quotidianamente la propria opera alle stesse categorie deboli che la Lega umilia ed emargina. Vorremmo sapere cosa pensano i cattolici dell'Udc e di tutta la Cdl e se non provino vergogna ad avere gente simile come alleata".

Poi Fioroni si rivolge al presidente del Consiglio. "Allo stesso modo - dice - vorremmo sapere dal cattolico Berlusconi se intende rivolgersi ai cattolici solo in campagna elettorale per scippare qualche voto o se pensa di difenderne anche la dignità nel resto dell'anno, per esempio chiedendo oggi scusa al Papa. Ai cattolici del Polo non resta che dire: 'dateve da fa' e alla Padania: 'lassate perde' (lasciate perdere, ndr)".

Prende le distanze dall'alleato leghista anche è il capogruppo alla Camera del Ccd Luca Volontè. "L'articolo di fondo di un quotidiano di un partito della Cdl - dice l'esponente centrista - usa termini spregevoli e offensivi e insinuanti nei confronti del Santo Padre e della Chiesa cattolica italiana. Purtroppo non è la prima volta che ci troviamo a mille miglia di distanza da quel quotidiano e dal quel partito su questa materia". Mentre il vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma, esponente di An, promette: "Se il prossimo 27 marzo Umberto Bossi si azzarderà a fare un comizio a Roma saremo i primi a tirargli i pomodori".

(27 febbraio 2004)

la Repubblica.it

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