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L'Ocse boccia la scuola italiana: l'indagine Pisa 2006

10 Dicembre 2007

Ancora una sonora bocciatura per la scuola italiana. I risultati dell'indagine Ocse Pisa 2006, presentati il 4 dicembre a Roma, mostrano che le competenze scientifiche, matematiche e di lettura degli studenti quindicenni italiani continuano a porsi al di sotto della media dei coetanei dei paesi Ocse. Non solo: tra il 2000 e il 2006 il punteggio medio degli studenti italiani in lettura (scala complessiva), dice lo studio, è diminuito in misura statisticamente significativa.
Andando ad esaminare i risultati nel dettaglio, emerge come in Italia il 25,3% degli studenti si collochi per competenze scientifiche al di sotto del livello 2, individuato in Pisa 2006 come il livello base in grado di consentire ai giovani di confrontarsi in modo efficace con situazioni in cui siano chiamate in causa scienza e tecnologia (media OCSE 23,2). Meno del 5% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di scienze (media OCSE 8,8).
In matematica 32,8% la percentuale di alunni italiani al di sotto del livello 2, base minima per confrontarsi in modo efficace con situazioni in cui sia chiamata in causa la matematica (media OCSE 21,3). Il 6,3% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di matematica (media OCSE 13,3).
Infine, per ciò che riguarda le competenze di lettura, il 50,9% degli studenti si colloca al di sotto del livello 3, base per confrontarsi in modo efficace con contesti e situazioni di vita
quotidiana che richiedono l’esercizio di tali competenze (media OCSE 42,8). Il 5,2% degli studenti si colloca nel livello più elevato della scala complessiva di lettura (media OCSE 8,6).
"Si tratta di dati che richiedono ulteriori approfondimenti - ha commentato Bruno Losito, national project manager di Ocse Pisa 2006 -, ma che suggeriscono l’immagine di una scuola che da un lato continua a non riuscire a coltivare le eccellenze, dall’altro assiste ad uno slittamento verso il basso del livello medio di prestazione degli studenti (almeno per quanto riguarda la lettura)".
Nel corso della presentazione, insieme ai risultati di PISA 2006, sono stati illustrati anche quelli dell'indagine internazionale IEA PIRLS 2006, sulla comprensione della lettura al quarto anno di scolarità, e quelli della rilevazione nazionale 2006-2007 effettuata dall'INVALSI e riferita agli apprendimenti degli studenti e ad alcune caratteristiche dell'organizzazione delle scuole italiane.
L'indagine Pirls 2006, condotta in 40 paesi del mondo, si è incentrata sul rendimento dei soggetti testati. L’Italia ha partecipato con un campione di 150 scuole e di 3581 bambini. In questo caso l’Italia si è collocata nella fascia alta del rendimento nella lettura con un punteggio significativamente più alto della media internazionale e con un’età media dei bambini partecipanti più bassa di tutti gli altri paesi (9,7 anni).
"Le caratteristiche degli studenti e di contesto, la qualità degli insegnanti e la classe rappresentano i principali fattori d’influenza - ha affermato il professor Angelo Paletta dell'Università di Bologna nel suo intervento sugli aspetti organizzativi della scuola - Ma tali qualità trovano espressione all’interno di un ambiente scolastico che ne può accrescere o per contro inibire il potenziale. Il modo in cui una scuola è gestita ed organizzata crea un ambiente più o meno favorevole allo sviluppo del capitale umano degli studenti e degli stessi insegnanti".
Sul sito dell'Ocse si trova la pubblicazione completa dei risultati Ocse Pisa 2006 (in inglese). Il sito dell'Invalsi riporta le slide dei relatori del convegno di presentazione.

FONTE: http://www.sophia.it

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