ROMA Approvata dal consiglio dei ministri la proposta di modifica della
maturità di Giuseppe Fioroni. Si va verso un esame più serio. Soprattutto per i
privatisti che sperano di conquistare il diploma con qualche trucco. Il
ministro ha sbarrato alcune delle scorciatoie più imbarazzanti. Ma anche gli
interni sono avvisati: niente più ammissione con i «sei rossi», i debiti formativi
alla fine sempre condonati. Dall'opposizione An apre al dialogo ma rilanciano
sul tema della serietà con un disegno di legge. Vediamo la proposta.
PRIVATISTI — Al fine di porre un freno ad inspiegabili migrazioni, i
privatisti dovranno risiedere nel territorio dell'istituto scelto come sede
dell'esame di maturità. Sempre allo scopo di evitare concentrazioni anomale di
candidati esterni in alcuni istituti, il loro numero non potrà superare il 50
per cento dei candidati interni. Cambiano anche le regole per gli «ottisti».
L'ammissione sarà vincolata al conseguimento della media del sette nei due anni
precedenti.
L'ESAME — Tornano le commissioni miste. Al presidente non potranno essere
affidate più di due classi. Ritorna anche l'ammissione all'esame. Il peso del
credito salirà da 20 a 25 punti e il colloquio scenderà a 30. Per essere
ammessi bisognerà aver saldato i debiti formativi. Le novità riguardanti debiti
e crediti partiranno tra tre anni. La seconda prova negli istituti tecnici,
professionali e artistici sarà di tipo laboratoriale. I commissari
continueranno a gestire la terza prova. Si allontana la prospettiva di una
prova nazionale oggettiva, dai risultati comparabili.
ECCELLENZA — La proposta prevede alcune
deleghe al governo. Fioroni dovrà fissare delle regole per premiare i talenti -
un investimento sui ragazzi promettenti - con incentivi anche di natura
economica, finalizzati alla prosecuzione degli studi. La delega riguarda anche
l'orientamento e il potenziamento del raccordo scuola- università, attraverso
la partecipazione degli istituti alle prove di accesso, intorno a cui ruota un
fiorente mercato. Rientra nella delega anche la valorizzazione dei risultati
scolastici (triennio ed esame di stato) ai fini dell'ammissione ai corsi a
numero programmato (30 per cento): un modo per ridare forza al valore legale
del titolo.
UNIVERSITA' — Un massimo di 20 esami per le lauree triennali e di 12
per le magistrali e un invito per le Università ad una minor frammentazione
didattica. Sono le linee del decreto di Fabio Mussi sulle nuove classi di
laurea.
Giulio
Benedetti
05
agosto 2006
Da
http://www.corriere.it/