Controlli per arginare il fenomeno dell'eccessivo numero di privatisti
che si presentano a sostenere l'esame di Stato presso istituti paritari
La Moratti contro i privatisti
Ora è lotta ai "diplomifici"

"Storiche anomalie e irregolarità in istituti non statali"

ROMA - "Il riconoscimento del carattere pubblico del servizio reso dalla scuola paritaria richiede l'attivazione di forme di vigilanza e di controllo". In queste poche righe della relazione sullo stato di attuazione della legge sulla parità scolastica (62/2000) inviata al Parlamento il ministro Moratti attacca direttamente i cosiddetti "diplomifici". Richiedendo in sostanza controlli a tappeto per arginare il fenomeno dell'eccessivo numero di privatisti che si presentano a sostenere l'esame di Stato presso istituti paritari.

Una specie di dichiarazione di guerra ai cosiddetti "ottisti" (candidati che, riportando "otto" in tutte le materie dello scrutinio finale per la promozione all'ultima classe, chiedono di essere ammessi a sostenere l'esame di Stato "per merito"): colpevoli di aver creato (testuale) "storiche anomalie e irregolarità riscontrate in istituzioni scolastiche non statali".

"E' allo studio - si legge ancora nella relazione - uno strumento normativo adeguato che riveda i requisiti introducendo la regolare frequenza del corso di studi e il voto di profitto "otto" in tutte le materie negli ultimi due anni di corso per poter sostenere l'esame".
Ma non è tutto: il ministro attacca anche il curioso andamento nelle iscrizioni. Il numero di alunni che frequentano scuole secondarie superiori, con gestore privato, fa registrare infatti un anomalo incremento degli iscritti: 11.476 iscritti al quarto e 25.022 al quinto anno. A questo proposito si è attivato un correttivo sollecitando gli uffici scolastici regionali ad attuare le disposizioni già vigenti che impediscono di estendere la parità alle classi collaterali, laddove non esistano le classi che le precedono.
La relazione non perdona. E vuole anche "ulteriori misure per conseguire la piena libertà di scelta dei genitori". Un diritto che attualmente - si fa notare - soltanto le famiglie più abbienti possono esercitare. Occorre quindi "porre le condizioni, anche finanziarie, per garantire il diritto degli alunni disabili e svantaggiati ad accedere alle scuole paritarie". Il nuovo strumento del 'bonus' alle famiglie (per l'anno 2004 la cifra inserita in bilancio dalla Finanziaria è di 50 milioni di euro) è certamente un passo in questa direzione, ma non basta. Serve un "ulteriore sforzo di reperimento di risorse".

(8 aprile 2004)

la Repubblica.it

Chiudi la pagina