Merito e premi nella carriera dei docenti

di Luigi Illiano - 20-12-2003


Una commissione definisce il nuovo profilo

La nuova carriera per i docenti comincia a prendere forma, nero su bianco, in tre parole: organizzazione, didattica, ricerca.
Gli insegnanti potranno guadagnare di più specializzandosi fino a diventare dirigenti scolastici o intraprendere la carriera universitaria.
Il profilo del docente che verrà è contenuto nel dossier di 46 pagine elaborato dalla commissione composta da Aran (Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego), ministero dell'Istruzione e sindacati firmatari del contratto sottoscritto lo scorso luglio.
La progressione professionale degli insegnanti, prevista dal documento si basa su un'articolazione di carriera strutturata all'interno dell'autonomia riconosciuta alle scuole.
È previsto uno sviluppo di carriera lungo due fasce: quella dell'anzianità di servizio e quella della professionalità, premiando, in un primo tempo (e fino a una certa soglia), l'anzianità e, successivamente, la professionalità. Viene fissato il riconoscimento, da parte delle Università, dei titoli professionali spendibili ai fini della carriera.
Si ipotizza, inoltre, un ruolo specifico e importante dei crediti formativi, e tra questi ultimi e le competenze funzionali alla progettazione e realizzazione del Piano dell'offerta formativa. I crediti formativi saranno utilizzati per gli avanzamenti di carriera che, attraverso una selezione, permetteranno di accedere - per l'area organizzativa e didattica - al concorso per dirigenti. Mentre per l'area della ricerca e la sperimentazione si accederà al dottorato di ricerca (titolo utile per l'inserimento nella carriera universitaria, sempre dopo aver sostenuto concorso).
Previsto l'esonero dal servizio o un periodo sabbatico, per la frequenza ai corsi di formazione.
Quanto alla fattibilità e ai tempi di attuazione, il documento è chiaro: "Per elaborare soluzioni e per istituire, già nel prossimo biennio contrattuale, meccanismi di carriera per i docenti" è necessaria definire i costi e "il conseguente ammontare delle risorse".
In quattordici capitoli il documento passa in rassegna l'intero ambito della professione docente, utilizzando studi dell'Ocse. Una sorta di radiografia che, partendo dalla situazione attuale, sul piano contrattuale e su quello professionale, disegna l'identikit del nuovo insegnante. "Un aspetto che distingue negativamente il nostro Paese rispetto al panorama internazionale - si legge nel testo - è l'appiattimento delle retribuzioni" e sottolinea che "le ipotesi di carriera dovrebbero ribadire l'unicità della funzione docente".
Ruolo importante viene attribuito al capo di istituto, inteso come valutatore del lavoro dell'insegnante, attraverso parametri oggettivi come, ad esempio, l'assiduità e continuità della presenza e l'attitudine alla collegialità.
Il prossimo incontro della commissione è stato fissato per il 15 gennaio 2004.

In: fuoriregistro - newsletter del 21/12/2003

 

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