Se il sindacato sposa la
meritocrazia...
Tuttoscuola - 09-01-2007
La
ricetta per rilanciare la qualita' del nostro sistema formativo, dalla scuola
all'universita' alla ricerca, e' semplice, e si riassume in una sola parola:
meritocrazia.
Chi lo dice? Sorpresa. Questa volta l'appello ad introdurre a tutti i livelli
principi e regole volti a premiare il merito individuale e' di un importante
sindacalista, il segretario regionale della UIL della Lombardia Walter
Galbusera, in un articolo pubblicato venerdi' scorso sul quotidiano "il
Riformista".
Dopo una puntigliosa analisi della situazione, che non manca di evidenziare che
i docenti italiani rispetto a quelli dell'area OCSE "sono pagati meno
della media e in modo uniforme, ma in compenso sono in numero tale da portare
l'Italia ai primi posti nella spesa per studente", il sindacalista
riassume la sua proposta riprendendo le parole del governatore della Banca
d'Italia Draghi: "Prima di nuove spese, nuove regole che premino il merito
di docenti e ricercatori".
Dovrebbe essere la scuola pubblica a muoversi per prima in questa direzione, e
a premiare gli allievi (soprattutto se provenienti da famiglie povere) e i
docenti meritevoli, dice Galbusera, senza farsi scavalcare su questo terreno da
quella privata.
E nella stessa direzione va una dichiarazione di Paolo Pirani, segretario
confederale della Uil, che rivendica "una politica per la pubblica
amministrazione che faccia di efficienza e valorizzazione del merito il suo
asse portante. E' questo il punto su cui vogliamo confrontarci".
Ma come si conciliano queste posizioni con la linea sostenuta con forza dai
sindacati confederali (e anche autonomi, in questo caso), favorevole
all'assunzione in blocco del maggior numero di precari possibile, e contraria
di fatto all'articolazione di figure e di retribuzione, soprattutto se legata a
regole meritocratiche? Non si concilia, riconosce lo stesso Galbusera,
"perche' l'egualitarismo salariale ha ancora solide radici nella scuola
italiana". Per batterlo il sindacalista fa appello alle forze politiche
riformiste, "sulla carta in maggioranza in Parlamento".
FONTE:
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/