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DISCORSO DELL’AMBASCIATORE MEL SEMBLER Roma, Villa Taverna, 11 settembre 2002
Presidente Pera, Vice Primo Ministro Fini, Sindaco Veltroni, Presidente Storace, signori rappresentanti religiosi e credenti delle diverse fedi religiose, amici. Questo pomeriggio ci riuniamo qui a Roma, insieme a persone provenienti da tutto il mondo, nella solenne occasione dell’anniversario dell’orrore, della tristezza e dell’audacia che esattamente l’11 settembre di un anno fa ci ha portato. Vorrei prima di tutto salutare alcuni ospiti molto speciali qui presenti con noi oggi, che comprendono meglio di tutti noi la necessità di stringersi insieme per darci reciprocamente forza e sostegno. Sono con noi oggi i membri di diverse famiglie italiane che hanno subito la perdita dei loro cari a causa del terrorismo, compresi gli attacchi al World Trade Center, ma anche a Bologna, Milano, Firenze, sui treni e nelle piazze italiane. La vostra presenza ci onora. Siete stati vittime innocenti colpite nella propria quotidianità, durante le compere, in viaggio, studiando e lavorando. Abbiamo i familiari dei vigili del fuoco e del personale di pubblica sicurezza uccisi o feriti nell’adempimento del proprio dovere, mentre lavoravano per proteggere i propri concittadini italiani e tutti noi che abbiamo la fortuna di vivere in questo Paese. Sono anche presenti molti valorosi ufficiali delle forze armate e funzionari pubblici in genere. Oggi ed ogni giorno, rendiamo onore a voi tutti come anche al vostro valore e alla vostra dedizione. Voi e molti altri qui oggi rappresentate il meglio delle nostre rispettive società. Betty ed io, insieme ai colleghi e alle loro famiglie qui presenti, rendiamo onore a tutti voi che avete sofferto a causa della perfida e disonesta mano del terrorismo. Offriamo il nostro sostegno a coloro tra voi i cui cari vi sono stati tolti in modo tanto ingiusto. Per tutti noi questa è una dolorosa circostanza. Siamo qui oggi per commemorare l’anniversario di un crimine efferato, un odioso, ingiusto e brutale attacco che ha distrutto le vite o ferito migliaia di persone innocenti. Siamo qui per piangere e ricordare. Dobbiamo anche ricordare, con attenzione, il nemico che abbiamo di fronte, un avversario che si è rivelato in modo così terribile un anno fa, che minaccia il mondo civilizzato. Stiamo affrontando, e continueremo ad affrontare, insieme quel nemico, il terrorismo – un male che tenta di distruggere i valori di libertà, giustizia, democrazia e tolleranza, tanto cari e fondamentali per le nostre società. In un mondo in cui affrontiamo nuove minacce quasi ogni giorno, questa può apparire come un’occasione che offre poco spazio all’ottimismo, alla speranza ai pensieri positivi. Comunque, se la fede di ciascuno nella nostra capacità di sostenere questa lotta dovesse venir meno, vi consiglio di parlare con i miei colleghi dell’Ambasciata Americana che mi hanno raccontato in più occasioni i loro ricordi personali dell’11 settembre. Le loro storie ci rammentano che, indubbiamente, insieme abbiamo affrontato – e vinceremo – questo flagello. Già dall’11, e poi il 12 settembre, il prato dell’Ambasciata veniva ricoperto di fiori lasciati dagli italiani commossi; il nostro centralino telefonico era inondato di chiamate di stranieri che esprimevano la propria solidarietà; e l’ufficio dell’allora Incaricato d’Affari era pieno dei massimi rappresentanti del governo italiano, molti di voi presenti qui oggi, che offrivano sostegno e solidarietà. Il Presidente Ciampi e il Primo Ministro Berlusconi, insieme ad altri, hanno, prontamente e con fermezza, condannato gli attacchi e si sono schierati solidali con gli Stati Uniti. Molto significativamente, un voto in favore della loro posizione ha ottenuto vastissimo appoggio da tutti gli schieramenti politici. L’America non dimenticherà mai la risposta di tutti gli italiani – dai leader politici ai militari e alle persone comuni – l’America vi ringrazia! I terroristi hanno cercato di dividerci, di sconfiggerci. Invece ci hanno reso più uniti – senza distinzione di religione, filosofia politica, razza o nazionalità. Tutti noi che amiamo la libertà abbiamo capito che eravamo stati attaccati. E tutti insieme abbiamo reagito. In modo altrettanto importante, benefico e profondamente apprezzato come lo sono stati i fiori e le parole, l’Italia è andata oltre le parole e i gesti. L’Italia ha fornito truppe e la sua unica portaerei, la Garibaldi, come contributo alla guerra contro il terrorismo. L’Italia ha partecipato allo sforzo internazionale in Afghanistan con coraggio e professionalità. Qui in Italia, i nostri servizi segreti e le agenzie per la sicurezza hanno fornito informazioni e hanno coordinato gli sforzi per eliminare le cellule terroristiche che minacciano noi tutti. Il Parlamento italiano ha lavorato con sollecitudine e concordemente per migliorare le leggi per combattere il terrorismo e bloccare i finanziamenti ai terroristi. La magistratura italiana e le forze di sicurezza hanno utilizzato quelle leggi per mettere i terroristi fuori combattimento e rendere il loro denaro inservibile. Dopo lo scorso 11 settembre e nell’arco di tutto l’anno, l’Italia ha dato continuo risalto alla propria amicizia, al proprio impegno per la democrazia e per il principio di legalità, e alla propria dedizione nel mantenere il sistema di vita che è caro sia a noi che ai nostri alleati in questa lotta. Il vostro Governo e i rappresentanti da voi eletti hanno fatto questo, ma ciascuno di voi – nel vostro sostegno ai cittadini americani o all’Ambasciata che io rappresento – ha dimostrato chiaramente che siamo alleati, siamo amici e siamo fratelli. A nome del mio governo, dei miei colleghi e di tutti gli americani ringrazio tutti voi per il vostro sostegno. Gli sforzi che abbiamo portato avanti insieme qui in Italia si sono ripetuti in tutto il mondo nella coalizione internazionale della Guerra al Terrorismo. Soffermiamoci un istante sui alcuni dei nostri risultati:
Ritorno con il pensiero alle famiglie presenti qui oggi che hanno perso i loro cari a causa del terrorismo o nella lotta per la sicurezza. Non so se il pensiero dei nostri sforzi congiunti aiuta in qualche modo a portarvi pace. So che aiuta un poco ad alleviare il lutto collettivo che molti di noi americani sentono quando ricordiamo gli attacchi di un anno fa. Gli italiani hanno conosciuto il terrorismo – la vostra lotta contro questo flagello è andata avanti per decenni. L’America è stata un’amica ed un’alleata forte nella vostra battaglia, proprio come lo siete stati voi nella nostra. Ma ciò che più conta, insieme, e con tutti i nostri comuni alleati nella Guerra al Terrorismo, noi vinceremo. Coloro che volessero causare orrore ai nostri cittadini, alle nostre case e luoghi pubblici, non possono e non riusciranno nel loro intento se noi restiamo uniti, e sosteniamo quei valori comuni che ci rendono forti. Libertà, giustizia, democrazia e tolleranza. Questi valori, rinsaldati dalla nostra alleanza e alimentati dalla nostra amicizia, prevarranno. E mentre, insieme, guardiamo ad un futuro di pace e prosperità, non dovremo mai dimenticare quelle persone, famiglie e nazioni che hanno sacrificato la loro vita e le loro ricchezze per costruire un mondo migliore per le generazioni future. A quelle persone e alle famiglie, presenti qui oggi e nel mondo, noi offriamo la nostra più sentita solidarietà e, soprattutto, la nostra gratitudine in questo giorno, un anno dopo l’11 settembre. (TRADUZIONE NON UFFICIALE)
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