Maturita': bastera' la
"lode" per rilanciare il merito?
Tra le novita' contenute nel disegno di legge di
riforma dell'esame di Stato (ex maturita') approvato in sede
referente dalla Commissione Cultura del Senato, che dovrebbe
approdare in aula il 7 novembre, sta la possibilita' di assegnare la
votazione di 100/100 con l'aggiunta della "lode",
come all'universita'.
Il relativo emendamento, proposto dal sen. Franco
Asciutti (Forza Italia), e' passato con una larga maggioranza,
cosi' come un altro emendamento, presentato dal sen. Giuseppe
Valditara (AN), che assegna all'esame il compito di verificare la cultura
di base e le capacita' critiche del candidato oltre che le
competenze e conoscenze acquisite nell'ultimo anno di studi.
Si tratta in entrambi i casi, ma soprattutto nel primo,
di misure volte a premiare il merito individuale, che
le votazioni prima in sessantesimi (dal 1969) e poi in
centesimi (dal 1999) avevano finito per occultare,
assegnando ad un elevato numero di
candidati la votazione massima. La legge n. 425/1997 (riforma Berlinguer)
prevedeva che la Commissione potesse assegnare fino a 5
punti in piu' agli allievi particolarmente brillanti, ma
questa norma aveva dato luogo in pratica ad un addensamento delle votazioni sul
valore massimo.
La "lode" dovrebbe ora
servire a distinguere i "bravi" dai "bravissimi",
dal momento che per ottenerla il
candidato dovra' conseguire il punteggio massimo in tutte le
prove (45/45 in quelle scritte e 30/30 nel colloquio), e nel
credito scolastico (25/25). E' probabile che in questo modo si
possa individuare un piu' ristretto numero di allievi davvero
eccellenti. Meno certo e' che il merito individuale
possa essere riconosciuto nella sua specificita':
per questo servirebbero strumenti
piu' complessi, qualcosa come approfondimenti ulteriori, eventualmente su richiesta del
candidato, su particolari discipline o aree
tematiche, e un non pletorico portfolio delle competenze.
Da TuttoscuolaNEWS n. 265 - lunedì 30 ottobre 2006