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C’era una volta la matita rossa e blu

Fino a pochi anni fa i compiti dei bambini delle scuole elementari (ma non solo) erano corretti con la classica matita rossa e blu: il colore rosso indicava gli errori meno gravi, il blu quelli gravi e gravissimi.

Colori non più adeguati al nostro tempo, stando a un bella inchiesta di Annachiara Sacchi, pubblicata nel Corriere della Sera di sabato 29 gennaio. Colori troppo aggressivi, che creano “sensi di colpa e angosce”, dice l’autrice del servizio, ma non tanto negli alunni quanto e soprattutto nei loro genitori.

Meglio il rosa o il verde, dice una delle maestre intervistate, perché hanno un impatto emotivo meno forte sulla fragile psicologia dei genitori di quest’ultima generazione, che percepiscono gli errori dei figli come se fossero propri: la prova di una loro inadeguatezza. E quindi meglio usare colori più tenui, e accettare di dialogare con i genitori non solo sul profitto scolastico dei figli ma sulla loro personalità, il carattere, le fragilità.

Sarà anche vero che i genitori di oggi sono più insicuri e ansiosi di quelli di ieri (molte sono le testimonianze che lo confermano). Ma è questa sorta di narcotizzazione delle correzioni la via maestra per aiutare i genitori e i loro figli ad affrontare nel modo migliore l’impegno scolastico? Riteniamo di no: meglio essere franchi e ‘leggibili’ sia con i genitori sia con gli alunni. E’ nel loro interesse.

 TuttoscuolaNEWS  n. 473 - lunedì 31 gennaio 2011

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