Non mi destar, deh, parla basso!
by Marsus

Grato m'è il sonno e più l'essere di sasso
mentre che il danno e la vergogna dura,
non parlar non sentir m'è gran ventura
però non mi destar, deh, parla basso!

Così sussurrava, caro Dan, la Notte di Michelangelo per bocca del suo creatore, e, presuntuosamente, ti ripropongo le sue parole perché tu, ironico iconoclasta, non turbi la mia quiete.
Voglio dormire, ora, anche se il mio sonno è senza sogni: è proibito sognare, amico mio; è proibito danzare la vita perfino nel sogno; è proibito ipotizzare un nostro futuro.
Ma forse potrò fingere di sognare, perché la finzione non è antieconomica.
E, allora, "fingerò" di sognare un futuro in cui si possa guardare una stella senza pagare le tasse;
un futuro in cui la luna non debba essere affittata a ore dagli innamorati;
un futuro in cui i fiori possano sbocciare senza chiedere il permesso allo smog;
un futuro in cui i giovani possano cantare col sorriso non dipinto come quello dei clown;
un futuro in cui l'amore non abbia bisogno di certificazione genetica;
un futuro in cui l'amico non sia il tuo assassino;
un futuro in cui un padre sappia dire "no" al figlio;
un futuro in cui la parola si rispecchi nel pensiero;
un futuro in cui anche un comune mortale possa esportare capitali senza andare dietro le sbarre;
un futuro in cui affermare il proprio pensiero non costringa all'eutanasia dell'essere.

Hai ragione, sono colto: è Cicerone l'autore del mala tempora…(che qualcuno, leggendovi un riferimento climatico, ha già modernamente tradotto con maledetti temporali).
Ma che valore vuoi che abbia la parola del vetusto Cicerone di fronte all'alta capacità previsionale dei moderni profeti? Panta rei, tutto scorre, anzi rotola in un crescendo sinfonico di manager osannanti al moloch-denaro che nel suo percorso stritola gli ingenui mortali affannati a sbarragli il passo.
E che valore vuoi che abbia la parola di un defunto sapiente, nei confronti di tanti vivi che colmano il vuoto esistenziale con il rumoroso scintillio del nulla?
E che valore vuoi che abbia la parola di un "superato" oratore di fronte ai novelli pifferai che si ergono a guida di giovani annaspanti in un mondo follemente lanciato verso una meta che non c'è?
E che valore vuoi che abbia un vetusto docente di fronte alla modernità del "laissez faire"?

Ma io sto sognando.…..(forse!).

26 Ottobre 2002

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