Dal '99 i fondi per i libri di
testo gratuiti non sono aumentati di un centesimo
Era l'estate del 1999, otto anni fa, e il
Consiglio dei Ministri varava, in attuazione della legge
finanziaria 1999, un provvedimento per la fornitura gratuita
o semigratuita dei libri di testo agli alunni
meno abbienti che stavano adempiendo all'obbligo
scolastico nella scuola media e per la fornitura di libri in comodato d'uso
degli studenti delle superiori meno abbienti.
Il fondo complessivo ammontava a 200 miliardi di vecchie
lire: 150 miliardi per la prima quota
ai meno abbienti che assolvevano all'obbligo e 50
miliardi per la seconda quota in comodato d'uso.
Per i poco piu' di 800 mila studenti
considerati meno abbienti l'accesso al beneficio era
consentito a condizione che il reddito familiare
non superasse i 30 milioni di lire annue.
Da allora, ogni anno, quel provvedimento
viene confermato senza cambiare nulla (ad
eccezione della conversione in
euro e dell'inserimento delle province autonome).
I
150 miliardi della prima quota sono diventati 77.468.250 euro
(150 miliardi di lire esatti esatti); la seconda quota
di 50 miliardi e' diventata di 25.882.750 euro (50 miliardi
esatti). Il reddito familiare è diventato ora pari a 15.493,71 (pari ai
30 milioni di lire annue di allora).
Le percentuali per regione di famiglie al di sotto di
quel reddito sono rimaste ferme, anche nei decimali, ad allora, come se
il tempo si fosse fermato.
Anche la popolazione scolastica assunta a riferimento per calcolare le quote
di studenti meno abbienti e' rimasta
la stessa, ovunque.
Incantesimo? O pigrizia nel calcolo?
Tutto fermo, dunque, ma certamente non l'inflazione, che ha eroso
il valore delle risorse erogate.
In ogni caso il ministro Fioroni in piu' sedi, anche in un
incontro con le Regioni, si e' impegnato a incrementare i fondi per il
diritto allo studio, anche alla luce dell'elevamento dell'obbligo scolastico.
TuttoscuolaNEWS n. 302