La voce del Fiani

Lettera nostalgica, ma non troppo

Cari ex compagni di scuola, ho da farvi un rimprovero! Sono dispiaciuto dalla condizione in cui si trova il liceo; non che quando l'ho lasciato io, cinque mesi fa, fosse il paradiso, ma almeno assomigliava ad una scuola (più o meno), nel senso che si tentava di renderlo, come dovrebbe essere, il motore della comunità, il luogo in cui si promuovono iniziative dei giovani per i giovani.

Anche se sotto perenne accusa di essere dei "perditempo" e fra mille difficoltà, noi ci siamo sempre sforzati di organizzare qualcosa per speciali eventi, come lo spettacolo di Natale che era ormai una tradizione e che, da quanto mi risulta, quest'anno non si farà!

Oltre a rimproverarvi di ciò, cari ex compagni, devo dirvi che evidentemente vi siete abituati (male) aspettando che facciano qualcosa sempre gli altri. Non vi siete resi conto di essere cresciuti e di avere dei doveri nei confronti della nostra comunità, che è sì provinciale e quindi poco stimolante, ma che non può certo migliorare da sola o per opera divina, anche perché Lassù di questi tempi ci sono problemi più importanti da risolvere; il non assolvere a tali doveri non può far altro che portare ad un processo regressivo, che comporterà la perdita di quei piccoli traguardi che si erano raggiunti e che potrebbero, invece, essere la base da cui partire per cambiare qualcosa.

Probabilmente il mio desiderio è destinato a restare solo il sogno di un diciottenne idealista come tanti, che spera di cambiare la mentalità chiusa del suo piccolo centro di provenienza in un qualcosa di cui essere fieri.
Comunque, cari amici, approfitto dell'occasione per rivolgermi ai proff. e chiedere loro se è meglio avere dei ragazzi che non creano nessun disordine o quasi, perché apatici, oppure se è preferibile avere studenti problematici e difficili da gestire perché pieni di voglia di fare; voglia che, ricordo bene, è stata troppe volte ostacolata per lasciare spazio a iniziative che realizzassero i desideri ed esaltassero l'ego di alcuni professori, che erano seguiti dagli alunni solo perché questi ultimi erano notoriamente disposti a tutto (o quasi) per accaparrarsi un buon voto. Ma questa è un altra storia di cui forse scriverò un altra volta.

Lettera firmata inviata a staff@lavocedelfiani.com mercoledì 25 novembre 2004

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