La voce del Fiani

Per i giovani laureati del Sud il lavoro rimane un' utopia

La Repubblica -
02-03-2005

Indagine del corsorzio 'Alma mater' che riunisce 40 atenei. In genere più penalizzate le donne dei maschi.
A un anno dalla tesi sono il 51% quelle con posto fisso contro il 59% degli uomini Sei 'neodottori' su dieci ottengono un impiego al Nord, solo quattro nel Meridione Una differenza che passa anche per gli stipendi: al Nord sono di 200 euro più alti


MARIO REGGIO
ROMA - Diventa più difficile trovare lavoro per i neolaureati. E le donne sono quelle che pagano il prezzo più elevato. Resta consistente il divario di accesso alla professione tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Prosegue, quindi, l' emigrazione dei giovani in possesso della laurea verso le aree economicamente più avanzate. Sono queste le tendenze evidenziate dalla VII indagine sulla condizione occupazionale dei laureati condotta da AlmaLaurea, il consorzio che raggruppa 40 atenei italiani, presentata ieri a Ferrara.
Lo studio, coordinato dal professor Andrea Cammelli, direttore del consorzio, ha coinvolto 27 atenei e quasi 56 mila giovani che hanno terminato i corsi di studio nel 2003, 2001 e 1999. «è vero che il calo delle percentuali di accesso al lavoro è molto contenuto, ma è una tendenza preoccupante - afferma il professor Andrea Cammelli - se è vero, come conferma l' Istat, che la disoccupazione complessiva è andata riducendosi negli ultimi anni, e se è vero che quella dei laureati invece cresce, vuol dire che gli inviti reiterati, da tanti pulpiti autorevoli, ad investire di più in ricerca, sviluppo e capitale umano, sono caduti nel vuoto. è tempo che dalle parole si passi ai fatti. Ho apprezzato la disponibilità del ministro a collaborare al potenziamento dell' anagrafe dei laureati, ma bisogna fare presto».
In attesa che qualcuno si decida ad investire nella ricerca e nei programmi di sviluppo, lo stallo del mercato del lavoro colpisce in primo luogo le laureate. Dopo un anno dal termine dei corsi sono 51 quelle che trovano un' occupazione stabile contro 59 maschi su cento e le differenze tendono ad accentuarsi dopo tre e cinque anni dalla laurea.
L' indagine AlmaLaurea conferma una delle piaghe del nostro Paese: tra i giovani che hanno dato la tesi nel 2003 il 65 per cento ha trovato lavoro al Nord, mentre la percentuale si ferma al 41 nelle aree del Sud. Una differenza che pesa anche sulle retribuzioni: dopo cinque anni dal conseguimento della laurea un giovane occupato guadagna in media 1.330 euro al Nord, 1.271 al centro e 1.132 al Sud. Malgrado tutto il ministro Letizia Moratti, intervenuta al convegno in videoconferenza, si dice soddisfatta: «Sono risultati positivi e confortanti. Uno dei dati importanti che emerge è che è più elevato il tasso di occupazione dei laureati rispetto ai diplomati.
Un aspetto confortante è la maggiore opportunità di trovare lavoro per i giovani che hanno conoscenze informatiche, che hanno partecipato a stage o tirocini sia durante gli studi che dopo la laurea, e quelli che hanno fatto esperienze di studio all' estero». Meno ottimistico il commento del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: «Vediamo, purtroppo, che malgrado gli sforzi e tante buone intenzioni, gli studenti che oggi escono dall' università hanno obiettivamente sempre più difficoltà a trovare uno sbocco.
Ma al centro di tutto deve esserci la consapevolezza, da parte del governo e del Parlamento, che oggi il tema numero sono l' economia e lo sviluppo. Perché solo la loro crescita determina la creazione di nuovi posti di lavoro, mettendo in moto il volano della fiducia, dell' occupazione e delle opportunità».

In Fuoriregistro - Domenica 6 marzo 2005

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