La
notizia ci arriva, grondante di entusiasmo, dalla nostra amica Maria Galetta – che oltre a lavorare come interprete simultanea e traduttrice è anche Special Projects Coordinator della United
Pugliesi Federation di New York.
Gianluca -
scrive la nostra amica - merita
veramente di essere lodato per tutto il lavoro che ha fatto e per il talento
che ha dimostrato nello spettacolo che ho visto stasera.
Intanto, non si tratta [come invece pensavo] di un saggio organizzato dalla scuola da cui si è appena diplomato. È invece un vero e
proprio spettacolo autoprodotto da Gianluca e colleghi con soldi propri.
Gianluca
ha piacevolmente sorpreso sia me che i miei amici che sono venuti con me allo
spettacolo sia per la qualità della recitazione che per l'ottima qualità della
pronuncia americana.
Congratulazioni
quindi e siate fieri di questo virgulto di Torremaggiore!
Come
molti avranno compreso, si parla di Gianluca Cammisa, studente del Fiani che, dopo essersi laureato in Italia, ha voluto frequentare il corso biennale del Lee
Strasberg Theatre & Film Institute di New York.
Noi
– Il Liceo “Fiani” e l’Associazione Torremaggiore-Buffalo - lo abbiamo
incontrato a Manhattan tutti e due gli anni - nel 2006 per vedere l’anteprima
del documentario di Peter Miller su Sacco e Vanzetti e quest’anno per una
rimpatriata a base di pizza con i compaesani torremaggioresi e pugliesi - ma,
sinceramente, non ci aspettavamo un simile exploit.
Leggiamo
ciò che scrive lo stesso Gianluca:
MADNESS?
( PAZZIA? ) è stato uno spettacolo nato da una mia idea. Ho scelto dei pezzi
teatrali di spettacoli diversi riguardanti il rapporto tra paziente e
psichiatra e ho deciso di farne un tuttuno e crearne uno spettacolo.
Il
risultato e' stato un mix di commedia e dramma con momenti di elevatissima intensità.
Personalmente mi sono confrontato con una delle scene teatrali più complicate.
E' stata una scelta rischiosa per un debutto, ma ero talmente innamorato
del pezzo che ho deciso di farlo ugualmente.
Il
mio ruolo era quello di un ex tossico "prigioniero" in una comunità
di recupero dopo essere riuscito a smettere con l'eroina .
Un
personaggio complesso, abbandonato dal padre sin dalla nascita e cresciuto in
strada da quando a 12 anni la madre, un'eroinomane, morì lasciandolo
completamente solo.
Nella
scena in questione, il mio personaggio rivede il suo psichiatra per la prima volta
da quando e' stato nuovamente rinchiuso nella comunità dopo
aver ritrovato il padre e averlo picchiato a sangue, probabilmente causandone
la morte, e aver tentato il suicidio.
La
scena è molto dura, 40 minuti di violenza e tensione che culminano nella
confessione finale dell'aver picchiato a morte il padre e nello sfogo di volere
essere amato come una persona normale, amore che questo personaggio non hai mai
ricevuto nella sua vita.
Il
titolo dello spettacolo da cui la scena è tratta è "Does a tiger wear a
necktie?" (1969), ossia, "Una tigre porta la cravatta?".
Ovviamente no, una tigre ( il protagonista ) è una tigre e pertanto dopo
ever perso di nuovo la speranza di essere amato, il protagonista strangola, non
a morte però, il suo psichiatra e decide di scappare, andando poi peraltro incontro alla morte.
Molto slang New York anni '60 e momenti di alta tensione.
Le altre scene erano tratte da spettacoli molto famosi a livello internazionale come "Equus" e "Beyond Therapy".
Un cast di miei amici attori provenienti da tutto il mondo con cui ho studiato insieme a scuola e la regia di un mio amico italiano.
Lo
spettacolo è durato 4 serate ed è stato accolto molto bene dal pubblico.
La parte organizzativa è stata curata da me al 50% e per il resto un po' da tutti gli altri che ho coinvolto in questo progetto.
Grazie
Gianluca, per aver portato a Manhattan la parte viva e intraprendente di Torremaggiore, ed in bocca al lupo per il futuro.
G.
D. - 3 Ottobre 2007