Tutti i miracoli della genetica

di ROBERTA DUI

Sono passati esattamente cinquant’anni dalla scoperta del Dna: difficile citare molte altre scoperte scientifiche che, a distanza di tanto tempo, siano state (e siano ancora oggi) in grado di influenzare la nostra vita sotto così tanti aspetti, oltre a quello strettamente sanitario e scientifico. Restano infatti di scottante attualità i problemi etici, sollevati dal caso della pecora Dolly o delle ipotesi di clonazione umana. Di questo e molto altro si è discusso a Nuoro venerdì e ieri nell’auditorium del Museo Etnografico in occasione del convegno: "Bioetica tra scienza e diritto. Tutela della persona a 50 anni dalla scoperta del Dna", promosso dall’ordine degli avvocati e dei medici di Nuoro in collaborazione con il Dipartimento di scienze Giuridiche dell’Università di Sassari. Illustri giuristi e scienziati italiani e stranieri si sono incontrati e hanno discusso non solo per fare il punto sull’uso scientifico e legale del Dna, ma soprattutto per porre e porsi, nuovi e fondamentali interrogativi che questa scoperta scientifica mette davanti alla nostra coscienza.
Le conquiste della genetica sono state illustrate dall’ematologo Lucio Luzzatto, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei tumori di Genova e da Antonio Cao, ordinario di pediatria all’Università di Cagliari. I più recenti studi sulle popolazioni isolate da Paolo Vineis, docente di statistica medica a Torino, e dal genetista sardo Mario Pirastu, direttore del progetto Shardna sull’Ogliastra, caso unico al mondo. La riflessione dal punto di vista giuridico, con accenni al problemi della privacy, sulla libertà personale, e sull’utilizzo in sede processuale dell’esame del Dna in sede civile e penale, è stato oggetto delle relazioni dei giuristi Vincenzo Ricciuto, docente di diritto privato a Sassari, Salvatore Patti, ordinario di Diritto privato all’università di Roma, Luigi Concas, docente di diritto penale e Francesco De Stefano, professore di medicina legale all’Università di Cagliari.

Oltre a questi temi, si è parlato delle ripercussioni sociali del business dei cibi geneticamente modificati (Enrico Berardi, docente di biotecnologie all’Università di Ancona), e dell’esperienza della fecondazione artificiale in Spagna (Francisco Hernandez dell’Università di Barcellona), mentre le implicazioni più strettamente etiche inerenti la tutela dell’embrione e le manipolazioni genetiche sono state curate da Carlo Casini, magistrato e membro del Movimento della Vita, e dal sacerdote Ramon Lucas-Lucas dell’Università Gregoriana di Roma.

Tutti hanno riconosciuto come la scoperta della doppia elica ha avuto ricadute praticamente universali: con la possibilità dell’accertamento di paternità ha garantito a tante donne e bambini di vedere riconosciuti i diritti più fondamentali, sotto l’aspetto giuridico e legale. Malattie come la talassemia, non solo hanno trovato una possibile terapia, ma possono essere diagnosticate prima della nascita.

La nostra salute, la sicurezza del mondo in cui viviamo dunque, ma anche il cibo che mangeremo, e per alcuni, i figli che verranno: tutto questo dipenderà da come la comunità internazionale riuscirà a conciliare la vertiginosa corsa della scienza verso traguardi sempre nuovi, e la riflessione indispensabile che deve mantenere al centro il valore dell’uomo.

Da L'Unione Sarda-1 NOVEMBRE 2003 - In SWIF - Rassegna stampa

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