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Fanno i compiti, vivono solo per i figli
Ecco l'identikit dei "genitori pazzi"

di ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Vostro figlio ha un telefonino più bello, costoso e tecnologico del vostro? Rinviate un viaggio di lavoro pur di non mancare il ricevimento dei suoi insegnanti a scuola? Invitate i suoi compagni di classe a casa solo per scoprire se sono più bravi a fare i compiti? Se rispondete sì a tutte queste domande, ed ad altre simili, significa che siete un "mad parent", un genitore pazzo, nuova etichetta applicata dagli psicologi in Gran Bretagna alle mamme e ai papà che si preoccupano esageratamente dei propri figli.
Una categoria di genitori che da un lato non vuole far mancare niente ai bambini, e dall'altro ha altissime aspettative sul loro futuro: da questo cocktail nascono - secondo gli esperti - dei piccoli mostri, obbligati a correre da una lezione privata all'altra dopo la scuola per imparare più lingue, danza, arti marziali, equitazione, oppressi dalla pressione di madri e padri che non li lasciano mai in pace, resi insicuri dalla consapevolezza di dover primeggiare e dare sempre il massimo fin dalla primissima età.

E' la tesi di un libro appena pubblicato nel Regno Unito, "The madness of modern families" (La follia delle famiglie moderne), opera di due donne, Annie Ashworth e Meg Sander, entrambe con esperienza di madri e di insegnanti. Gli esempi di quella che le due autrici definiscono "maternità o paternità estrema" abbondano, e non sono certo tipici soltanto dell'Inghilterra, bensì di tutte le società industriali avanzate. Genitori che si preoccupano del liceo o addirittura dell'università in cui mandare i figli, quando i figli vanno ancora all'asilo. Genitori ossessionati dall'alimentazione per i figli, che cucinano soltanto cibi organici e vietano tassativamente un gelato, un cioccolatino, un pacchetto di patatine fritte. Genitori che non solo seguono punto per punto i compiti assegnati dalla scuola ai figli, ma li fanno al posto dei figli per far loro ottenere voti migliori, arrivando al punto di commettere deliberatamente qualche piccolo errore qui e là per ingannare i maestri. Genitori che fanno ascoltare dalla mattina alla sera una stazione radio in un'altra lingua al proprio bebè, che non sa ancora parlare nella sua lingua madre, perché diventi bilingue. E così via.

A comportarsi così, paradossalmente, è una generazione di genitori considerata la più affettuosa, entusiastica e appassionata di tutti i tempi nel fare per l'appunto il mestiere del papa e mamma: un rapporto della Future Foundation, un istituto di ricerca governativo britannico, ha stabilito recentemente che i genitori odierni passano quattro volte più tempo con i figli rispetto ai genitori di trent'anni or sono, e che il tempo loro dedicato è "quality time", cioè qualitativamente d'alto valore, perché impeigato per stabilire un dialogo sincero ed attivo con i figli. Padri e madri, dunque, offrendo già così tanto ai propri pargoli, dovrebbero imparare a rilassarsi, a non tempestarli con aspettative eccessive e pressioni esagerate, stando insomma attenti a non diventare "pazzi genitori".
Concludono le autrici del libro, di cui il Financial Times pubblica un estratto: "Se c'è una cosa di cui i genitori odierni devono preoccuparsi è di non preoccuparsi troppo".

(14 ottobre 2006)

Da http://www.repubblica.it/

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