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Far
saltare la scuola ai figli per andare in vacanza è reato
La Stampa - 11-03-2006
L'Alta
Corte di Londra mette sotto accusa le famiglie
di Maria Chiara Bonazzi
Come se non bastasse la minaccia del carcere per i genitori dei figli che
marinano regolarmente la scuola, l'Alta Corte di Londra ha sentenziato che è
illegale portare i figli in vacanza durante l'anno scolastico senza il consenso
del preside.
Due giudici hanno infatti dato torto a una madre che aveva preso una settimana
non autorizzata di ferie per portare le tre figlie, pur brave a scuola, alle
finali di un concorso di danza perché credeva che sarebbe stato importante per
la loro formazione. Due mesi dopo la donna aveva vinto un viaggio premio e
aveva portato le ragazze con sé, malgrado la scuola le avesse nuovamente
rifiutato il permesso di farlo.
L'autorità scolastica di un quartiere londinese aveva fatto causa alla donna,
la quale lo scorso settembre era stata assolta in primo grado in quanto il
tribunale aveva ritenuto che non avesse trascurato di garantire la frequenza
regolare delle figlie. Al massimo, avevano detto i giudici, la madre avrebbe
dovuto stare più attenta a programmare le vacanze durante il periodo
scolastico.
Ma l'autorità scolastica locale si è impuntata e ha trascinato la madre davanti
all'Alta Corte, e l'altro ieri i giudici Auld e Sullivan hanno sentenziato che
i genitori sono penalmente perseguibili per legge se tengono i figli a casa in
mancanza dell'autorizzazione del preside. Soltanto con il consenso della scuola
una vacanza può dunque dirsi giustificata.
In un Paese dalle regole sempre più draconiane, da ora in poi bisognerà dunque
stare attenti anche a prendere un solo giorno di vacanza extra senza prima aver
consultato la scuola. Il giudice Audd ha rimesso la causa nelle mani dei
giudici di primo grado indicando che la donna dovrebbe essere condannata, ma la
sentenza andrebbe prescritta perché è già passato molto tempo.
Nel Regno Unito le vacanze estive sono brevissime, un mese e mezzo a malapena,
ma c'è una settimana prestabilita di ferie a metà di ogni trimestre, durante la
quale viaggiare è generalmente molto caro. Questo vale anche per le vacanze
pasquali, che comunque sono più lunghe che in Italia.
La Association of School and College Leaders, che riunisce i presidi, si è
detta favorevole al verdetto dell'Alta Corte. John Dunford, che ne è segretario
generale, ha detto: «Questo sarà molto utile alle scuole e ai presidi che
vogliono mettere fine alle vacanze durante l'anno scolastico, che
interferiscono con l'istruzione degli allievi». Il ministero dell'Istruzione si
era già pronunciato in proposito, al punto che aveva esortato i presidi a non
fare concessioni se non in circostanze eccezionali.
Persino Blair e Cherie, qualche anno fa, erano incappati nella disapprovazione
del preside del London Oratory, l'istituto frequentato da due dei loro figli,
che avevano perso un giorno di scuola al rientro della famiglia da un viaggio
alle Seychelles. Downing Street si era difesa dicendo che Blair aveva chiesto
l'autorizzazione della scuola.
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