La voce del Fiani

 

[Le considerazioni di Habermas e Dulbecco su esperimenti come la clonazione ]

Al supermercato della genetica - editoriale

(o.m.)

Conquista epocale o bufala? Progresso o propaganda? Scienza o magia?

Su Eva, la prima bambina clonata, e sulle gesta da avanspettacolo della setta dei raeliani le nebbia è totale. La comunità scientifica attende le prove dell'avvenuta clonazione, finora tentata solo con gli animali, e quasi sempre fallita. Finora però non è giunto nessun chiarimento.
Il tema non riguarda soltanto gli scienziati (o coloro che si dicono figli degli extraterrestri): investe la società intera, le sue attese, le sue paure, i suoi riferimenti etici. Questo, si è detto, "è il secolo biotech" (Jeremy Rifkin), l'epoca dell'intervento sugli esseri viventi e della conseguente manipolazione. Già questo fatto inquieta, giacché la vita (il "bíos" in greco) costituisce per molte culture un tabù, ovvero una sfera sacra e intangibile. Le scienze della civiltà occidentale hanno superato da tempo questa soglia, con esiti il più delle volte benefici per la comunità (si pensi alle tecnologie dell'inseminazione). Ma penetrare nel mondo dei geni, ossia esplorare gli elementi primordiali della vita allo scopo di studiarli e riposizionarli secondo un certo disegno, suscita sempre profonde inquietudini. Il timore che lo scienziato diventi un apprendista stregone è sempre presente. Il pensiero corre, ovviamente, ai progetti che accompagnarono l'utilizzo bellico dell'energia nucleare.
Uno dei rischi più paventati dall'opinione pubblica (ma anche da chi riflette sulle implicazioni etiche) è che dietro la genetica si profili l'eugenetica, ovvero l'adozione di strategie sistematiche per migliorare la razza. Tale tentazione - emersa con intenti criminali durante il nazismo ma non solo - ha già fatto capolino diverse volte, per esempio con l'istituzione delle banche del seme. In Internet pare abbiano successo i siti come quelli allestiti da Clonaid, dove il "cliente" può ordinare un figlio "su misura": maschio o femmina, caratteristiche fisiche (occhi, capelli, altezza), quoziente d'intelligenza, doti atletiche eccetera. Sta insomma nascendo una sorta di "shopping al supermercato genetico", per usare le parole del filosofo tedesco Jürgen Habermas, che ha dedicato al fenomeno il suo ultimo saggio (v. nota). "L'eugenetica liberista - osserva Habermas - è il risultato di tre fattori concomitanti: grandi progressi nello sviluppo delle tecnologie genetiche; la loro applicazione, al di là dei fini terapeutici, per ottenere interventi migliorativi sul genoma; e infine la loro diffusione attraverso il mercato, per offrire ai genitori la possibilità di scegliere il design genetico dei propri figli".
Questo non comporta (non deve comportare) la demonizzazione della ricerca, come sta ora avvenendo, purtroppo, in relazione alle "scoperte" di Clonaid. La differenza fra scienza e stregoneria va tenacemente salvaguardata. Lo scetticismo (salutare) non deve cedere il passo all'ignoranza e al pregiudizio. L'ingegneria genetica è infatti all'origine di progressi fondamentali nel campo della produzione di ormoni, come l'insulina umana, per citare un solo caso.
Al chiarimento di questi aspetti dà un contributo fondamentale il Nobel Renato Dulbecco, di cui gli Amici dell'Accademia di architettura di Mendrisio pubblicano ora in volume le lezione tenuta il 21 marzo del 2002: "Scienza e società oggi. La tentazione della paura", a cura di Fabio Minazzi e Lorenza Noseda. Dulbecco è, come noto, uno dei padri della mappatura del genoma umano (proposta che a suo tempo, nel 1986, non destò solo entusiasmi). Vale la pena, dal testo di Dulbecco, estrarre alcuni passi dal paragrafo 16, là dove lo scienziato il pone l'interrogativo "Si può clonare l'uomo?". "L'illusione fantastica di clonare un individuo umano per produrne un altro completamente uguale costituisce un errore, appunto un'illusione che dev'essere smascherata, perché non possiede alcun fondamento nella realtà storica effettiva del nostro mondo in cui gli individui nascono, crescono e si sviluppano sempre a contatto con un determinato ambiente storico-sociale... Senza poi aggiungere che attualmente per clonare un bambino ci troveremmo di fronte anche ad un'altra difficoltà enorme: bisognerebbe compiere un'infinità di tentativi, per esempio, dovremmo collocare queste uova in cento diverse donne le quali dovrebbero prestarsi a portare a termine tutte queste molteplici gravidanze... Posso assicurarvi che attualmente gli scienziati, perlomeno nella loro stragrande maggioranza, non sono affatto favorevoli a queste ricerche finalizzate a clonare l'uomo".

Renato Dulbecco: "Scienza e società oggi. La tentazione della paura", Amici dell'Accademia di architettura di Mendrisio (via Ligrignano 1, 6834 Morbio Inferiore); Jürgen Habermas: "Il futuro della natura umana. I rischi di una genetica liberale", a cura di Leonardo Ceppa, Einaudi, Torino, 2002.

 Il Giornale del Popolo-8 GENNAIO 2003 da http://lgxserver.uniba.it/lei/

 

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