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Ecco i contenuti del piano di razionalizzazione della Gelmini

Nei prossimi giorni il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini presenterà ai sindacati il piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di istruzione secondo l’articolo 64 della legge 133/2008.

Tuttoscuola ne anticipa alcuni punti significativi. Il piano non tratta solo di ritorno al maestro unico e di riduzione degli orari di lezione, che hanno monopolizzato il dibattito di questi giorni, ma investe anche altri aspetti con forte ricaduta sugli assetti ordinamentali ed organizzativi del sistema educativo. Eccoli.

Tornano gli anticipi nella scuola dell’infanzia

La riforma Moratti aveva introdotto anticipi di iscrizione anche nella scuola dell’infanzia oltre che nella scuola primaria. Anticipi partiti a fatica e abrogati dal governo Prodi con la finanziaria 2007.

Ora il piano programmatico - secondo quanto risulta a Tuttoscuola - ne prevede il ripristino.

Confermate le Sezioni primavera

Il nuovo servizio educativo per bambini tra i due e i tre anni, attualmente a gestione regionale, viene confermato, prevedendo anche che nelle aree montane possano essere accolti piccoli gruppi di bambini di due-tre anni anche nelle scuole dell’infanzia.

Docente prevalente nella primaria

Oltre al docente unico (o quasi) per le classi di scuola primaria funzionanti a 24 ore settimanali, nelle classi funzionanti con orario più lungo viene prevista la figura del docente con orario prevalente.

Il maestro prevalente era stato previsto dalla legge 148/1990 di riforma della scuola elementare che, aveva introdotto il modulo di tre docenti su due classi, prevedendo che nel primo e secondo anno vi fosse una presenza prevalente di un docente. 

La riforma Moratti aveva previsto una figura analoga con funzione tutoriale (il tutor, appunto), ma il contratto scuola l’aveva disapplicata.

Estensione degli istituti comprensivi

Il piano opera una scelta decisa a favore del modello organizzativo degli istituti comprensivi, quelli cioè che uniscono sotto un’unica istituzione scolastica (e sotto un’unica presidenza) scuole dell’infanzia, elementari e medie. Si ritiene che tali istituti, che oggi rappresentano già circa la metà delle istituzioni scolastiche del I ciclo, favoriscano la continuità didattica tra scuola primaria e scuola media e l’orientamento scolastico. Ne vedremo molti di più.

Riduzione delle ore di lezione dei tecnici e professionali

Gli istituti tecnici e professionali passeranno a 32 ore settimanali (dalle attuali 36 in media) come già suggerito dalla commissione ministeriale  nominata dall’ex ministro Fioroni.
Per loro, come per i licei, il ministro Gelmini, che lo ha già anticipato nelle dichiarazioni programmatiche alle Commissioni parlamentari, è chiamata ad assumere la decisione formale di avvio della riforma Moratti del secondo ciclo a decorrere dall’anno prossimo (2009/2010), come previsto dalla stessa norma del 2007 con la quale ne fu differito l’avvio.

Riduzione degli attuali indirizzi di studio nella secondaria superiore

Oggi sono circa 900, includendo le sperimentazioni nazionali e autonome.

Si interverrà soprattutto negli istituti tecnici e professionali eliminando le duplicazioni (esempio istituto tecnico commerciale e istituto professionale per il commercio; oppure istituto tecnico industriale per la meccanica e istituto professionale per la meccanica) che confondono l’utenza senza apportare valore aggiunto. Se ne contano moltissime di queste duplicazioni.

Accorpamento classi di concorso

Le classi di concorso con una comune matrice culturale e professionale verranno accorpate. Ad esempio oggi matematica e matematica applicata rappresentano classi di concorso diverse, creando talvolta difficoltà nell’efficiente gestione del personale. L’intento è quello di semplificare e aumentare la flessibilità nell’impiego dei docenti.

Percorso scolastico abbreviato

In futuro la durata dell’intero percorso d’istruzione - secondo quanto risulta a Tuttoscuola - potrebbe ridursi dai 13 anni attuali a 12, come avviene nella maggioranza degli altri Paesi europei. Un’ipotesi del genere era contenuta già nel progetto di riforma Berlinguer (che nella sua riforma dei cicli aveva ridotto la durata complessiva delle elementari e medie da otto a sette anni), ed era stata inizialmente considerata nella prima versione della riforma Moratti (che prevedeva la riduzione della secondaria superiore da 5 a 4 anni, proposta poi ritirata per la contrarietà in particolare di AN).

Ora il piano Gelmini riprospetta questa ipotesi, anche se precisa che sarà da valutare in un tempo più lungo e nelle sedi competenti.

TuttoscuolaNEWS  n. 359 - lunedì 15 settembre 2008

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