Uno dei bersagli
preferiti delle manifestazioni studentesche contro le riforme Gelmini (versante
università) è il cosiddetto “Fondo per il merito”: “pochi milioni di euro
per finanziare borse di studio per i migliori studenti selezionati alla
maturità sulla base di test standard come avviene in tutte le parti del mondo”,
come ha scritto sul Corriere della Sera di sabato scorso un suo
sostenitore, Roger Abravanel, autore l’anno scorso del bestseller
“Meritocrazia”, apprezzato dal ministro.
Gli studenti – o
meglio quella parte di studenti che partecipa alle manifestazioni – sostengono
che in questo modo verrebbero sottratte risorse all’università, che è di tutti,
in favore del successo individuale di pochi. Ma non ha torto Abravanel, che ha
una vasta conoscenza internazionale delle tecniche di selezione e
valorizzazione del personale, ad osservare che il “Fondo” favorirebbe l’accesso
alle migliori università di studenti meritevoli, compresi alcuni che mai
potrebbero permetterselo per ragioni economiche. Da ciò trarrebbe vantaggio
l’intera società, e non solo gli studenti destinatari delle borse.
Ma l’aspetto più
interessante della proposta è quello che riguarda la scelta dei borsisti, che
verrebbe fatta sulla base non del curriculum e/o del voto di maturità, ma
dell’esito di un apposito test standardizzato: qualcosa di simile all’americano
SAT reasoning test, un test pluridisciplinare, integrato da una
composizione scritta, gestito e valutato da un soggetto indipendente, esterno
al sistema scolastico. In America serve per iscriversi alle migliori
università, che lo richiedono. In Italia servirebbe per consentire ai vincitori
delle borse di scegliere dove studiare, nel presupposto che la scelta cada
sulle sedi ritenute migliori. La domanda è: e perché no?
Senza dimenticare,
però, che la questione centrale sta nell’affidabilità della valutazione dei
docenti della secondaria, presupposto per far recuperare autorevolezza alla
scuola secondaria, a sua volta indispensabile per evitare il lassismo che
investe i giovani studenti.
TuttoscuolaNEWS
n. 419 - lunedì 7 dicembre 2009