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Fioroni smantella la riforma Moratti: azioni e reazioni

Il Cittadino - 02-06-2006

AZIONI

Non ci sarà l'anticipo, sia pure in via sperimentale, della riforma Moratti per quanto riguarda la scuola superiore. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni ha sospeso, infatti, il decreto di sperimentazione dei nuovi licei, non volendo iniziare il suo mandato «all'insegna dell'instabilità e dell'incertezza per studenti, insegnanti e genitori e con gravi contenziosi aperti con le Regioni e l'autonomia scolastica». Con la sospensione del decreto viene meno il primo tassello della riforma Moratti.

La decisione del ministro ha risentito anche del ridotto numero di progetti di sperimentazione arrivati a Viale Trastevere, «54 su circa 1.750 istituti superiori» e del fatto che «le caratteristiche dei progetti pervenuti non presentano elementi di innovazione tali da prefigurare in termini sperimentali la riforma. Sono invece innovazioni pienamente realizzabili nell'esercizio dell'autonomia scolastica (15\% del monte ore) e quindi negli ordinamenti vigenti».

I motivi della scelta sono stati spiegati dallo stesso ministro in una lettera alle Regioni, che avevano fatto in massa ricorso al Tar e addirittura alla Corte Costituzionale, contro il decreto 775. Regioni con cui Fioroni auspica di «tornare ad un rapporto reale di collaborazione».

«Trovandoci ormai alla fine dell'anno scolastico - spiega il ministro - e non essendo stata rispettata la data prevista per la presentazione dei progetti, cioè marzo scorso, non ci sono più i tempi utili per la formazione dei docenti e per un adeguato coinvolgimento delle famiglie. Laddove, poi la sperimentazione comportasse la modifica della denominazione della scuola (ad esempio con l'istituzione di un liceo tecnologico o musicale) ci sarebbe al momento assoluta incertezza sul riconoscimento del titolo rilasciato al termine degli studi, con grave pregiudizio per il proseguimento del percorso formativo e lavorativo dei ragazzi».

La sospensione del decreto è, inoltre, un «provvedimento di doverosa autotutela del ministero in relazione ai ricorsi presentati al Tar del Lazio da 15 Regioni e alla Corte Costituzionale dalla Regione Toscana. Si sospende un atto - conclude Fioroni - che non ha prodotto alcun effetto sulla scuola e sui ragazzi che, infatti, si sono già iscritti non ai corsi sperimentali ma agli ordinamenti vigenti. L'arricchimento dell'offerta formativa legata ai progetti già presentati potrà essere tranquillamente realizzata nell'ambito dell'autonomia scolastica già prevista».

Una «scelta saggia» è stata definita da Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil, che «non può che rappresentare un antipasto rispetto a scelte di eguale rilievo ed altrettanto urgenti che devono riguardare la scuola dell'infanzia, elementare, media e superiore, con il ritiro dei Decreti legislativi nø 59 e 226, e le immissioni in ruolo del personale precario docente ed ATA» Di «fatto positivo perché elimina gli elementi di incertezza e di confusione» ha parlato il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna: «La sperimentazione, che tra l'altro escludeva tutti gli istituti professionali, il 22\% del totale della scuola superiore, era stata una forzatura. Rimane aperta la questione, che andrà affrontata entro fine anno di una rimodulazione del decreto del secondo ciclo». Francesco Scrima Segretario Generale della Cisl Scuola ha apprezzato questo «primo, importante e concreto segnale di discontinuità con la trascorsa Amministrazione, valutando molto positivamente la sensibilità del nuovo Ministro. La Cisl Scuola «auspica e si impegna ora affinché sia fissato, nel più breve tempo possibile, un iniziale incontro tra organizzazioni sindacali e Ministro, prodromo di un ampio e totale confronto su tutti gli aspetti della riforma».

REAZIONI

«L'opera di restaurazione del centralismo all'Istruzione è iniziata». Così Valentina Aprea (Fi) commenta la decisione del ministro Fioroni di sospendere la sperimentazione dei nuovi licei e dei Campus tecnico professionali, previsti dal ministro Moratti per l'anno scolastico 2006-2007. «Evidentemente il ministro - aggiunge - ha la coda di paglia, nel senso che questo suo primo atto potrebbe preludere a decisioni più gravi e conservatrici, tese ad interrompere il processo di riforma del secondo ciclo, così faticosamente portato avanti nella precedente Legislatura. Il ministro e l'amministrazione impediscono alle scuole interessate di sperimentare nuovi modelli organizzativi e didattici volti a qualificare e differenziare l'offerta formativa secondo le richieste degli studenti e delle famiglie».
«Il ministro Fioroni è incorso in una contraddizione che va sottolineata». È quanto ha detto Luisa Santolini (Udc). Una contraddizione «nel senso che lui dice che non ci sarebbe stato il tempo di preparare il personale per questa sperimentazione e che questi progetti che lui ha bloccato potrebbero tranquillamente entrare nell'ambito dell'autonomia scolastica e quindi negli ordinamenti vigenti. Delle due l'una: o i professori preparati non ci sono e allora non ci sono neanche negli ordinamenti vigenti quindi i progetti vengono azzerati perché nessuno li porta avanti, oppure il personale c'è perché è già presente nella scuola e già preparato e quindi poteva realizzare la sperimentazione che rappresentava una assoluta novità nella scuola».

Di diverso avviso il senatore dell'Ulivo Andrea Ranieri, responsabile nazionale Ds per la scuola. «La decisione di Fioroni - dice - è molto positiva perché restituisce certezza agli studenti e alle famiglie, blocca la liceizzazione della scuola e trasmette un segnale di distensione alle Regioni».

Giovedì, 1 Giugno 2006

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