Le filosofie delle scienze

di PAOLO BATTIFORA

Nicla Vassallo protagonista sabato a Palazzo Ducale di un incontro affollato

Tardo pomeriggio di un sabato festivo. Persone vocianti si accalcano all'ingresso, protestando con gli addetti che negano l'accesso alla sala già strapiena. Non è l'inaugurazione di un nuovo locale alla moda, né la passerella di qualche star del cinema o della televisione.

Ci troviamo invece nella sontuosa cornice di Palazzo Ducale, dove nella Sala del Minor Consiglio sta iniziando una tavola rotonda su un tema decisamente ostico quale l'epistemologia, ovvero quella branca della filosofia che si occupa dei fondamenti e delle metodologie delle scienze.

Argomento tutt'altro che popolare eppure in grado di richiamare, secondo una costante di questo Festival della Scienza, un pubblico superiore ad ogni aspettativa da parte degli organizzatori. Filosofie delle scienze è il volume collettaneo, curato per Einaudi da Nicla Vassallo dell'Università di Genova, al centro dell'incontro genovese. Coordinati da Michele Di Francesco dell'Università di Torino, alcuni degli autori dei saggi presenti nel testo hanno dibattuto i molteplici problemi inerenti il criterio di scientificità, spesso dato per scontato dall'uomo della strada.

Il titolo del volume, nel declinare al plurale il termine "scienza", è già di per sé significativo: tramontato definitivamente un certo ideale monistico-gerarchizzante di stampo positivista (si pensi a Comte), ad emergere è piuttosto un quadro pluralistico delle scienze, ciascuna delle quali può a buon diritto rivendicare i propri specifici metodi, leggi, "entità". Non più insomma un'unica e costrittiva concezione del procedere scientifico, bensì un ventaglio di prospettive e modelli non riducibili ad un solo canone normativo.

Muovendo i passi dalle riflessioni di autori quali il discusso Feyerabend, fautore addirittura dell'anarchia epistemologica, e Popper, propugnatore del falsificazionismo, Nicla Vassallo ha spiegato come la scienza non abbia più caratteristiche uniformi ("non esiste la scienza ma le scienze"), pur mantenendo ogni specifico ramo scientifico una "somiglianza di famiglia", come affermava Wittgestein nella sua teoria dei giochi. Concetto ripreso e variamente articolato nei successivi interventi che hanno riguardato la logica (Pierdaniele Giaretta, Università di Padova), la matematica (Enrico Moriconi, Università di Pisa), le recenti e interdisciplinari scienze cognitive (Marcello Frixione, Università di Salerno), la medicina (Gilberto Corbellini, Università "La Sapienza" di Roma), la psicologia (Alfredo Civita, Università di Milano).

Una complessa tematica, oggetto, altresì, di numerose domande da parte del pubblico presente - quale rapporto tra etica e scienza?; quale discrimine tra medicina ufficiale e medicine alternative?; la psicanalisi è una scienza? - a testimonianza dell'interesse suscitato dal dibattito.

In Il Secolo XIX-3 NOVEMBRE 2003 - Da SWIF - http://lgxserver.uniba.it

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