La voce del Fiani

Lettera all'ex alunna del Fiani

Ciao, io sono una studentessa che frequenta l'ultimo anno al liceo Fiani; pochi giorni fa ho letto la tua lettera (N.R.: vedi Lettera aperta di una ex... ).
Da quanto ho potuto apprendere vedo che hai un ricordo totalmente pessimo del liceo. Non ti nascondo che mi dispiace davvero tanto perché le esperienze vissute al liceo (buone o cattive) sono uniche e ti lasciano un segno indelebile!
Sicuramente tu fai parte di quell'1%che dice "Per carità io al liceo non ci tornerei mai!"...
Ti scrivo perché mi sono fermata a riflettere su quanto hai detto valutando il ruolo dell'insegnante e dell'alunno, mantenendo la massima imparzialità.
Sembra di stare a fare un processo ai professori che non sanno trasmetterci l'amore per la propria materia, che sono arroganti ,ignoranti e quant'altro.. ma noi ci poniamo nelle condizioni di imparare? Non mi riferisco solo all'ambito didattico!!
Non esiste un professore perfetto o ideale sarebbe assurdo, la perfezione non appartiene alla sfera umana, però sono convinta che stando quotidianamente a contatto con persone più grandi che, oltre a rivestire un ruolo professionale sono soprattutto persone, qualcosa la impari!!
Nella mia carriera scolastica ho avuto tanti prof. uno diverso dall'altro e ti assicuro che ognuno mi ha trasmesso insegnamenti che ora metto in pratica.
Tu purtroppo ti sei formata in una realtà diversa, ma spesso noi alunni sbagliamo perché aspettiamo che il prof ci imbocchi con il cucchiaino; mi chiedo:" e noi che ruolo abbiamo?"
Il liceo non è da intendere solo come una scuola ma anche come un momento di vita che ci insegna a maturare, a saper cogliere ciò che c'è di buono in chiunque ci sta di fronte e nel sapersi porre attivamente nello studio senza aspettare che la cultura scenda dal cielo.
Andiamo a scuola per imparare, il professore ha il dovere di insegnare(guai se non lo facesse) ma se noi alunni ci estraniamo su quali basi affermiamo di arrivare all'università nella totale ignoranza e se abbiamo delle nozioni è solo merito nostro.. attenzione qui pecchiamo di superbia !!!
Ti credo perfettamente riguardo al fatto che esistono insegnanti esigenti all'ennesima potenza che privilegiano la disciplina da loro insegnata senza lasciare allo studente lo spazio per approfondire anche altre materie.
Cosa diceva Dante? "NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA"; mi spiego meglio: se vado a scuola lo faccio per formarmi nella maniera più completa per affrontare con dignità il futuro in modo da non avere rimorsi di alcun genere e non perché c'è il professore X che mettendo in primo piano la sua disciplina ed in secondo le altre mi incuta timore avendo in mano un registro..
Purtroppo prof. di questo tipo ci sono, ma qui si vede la maturità di un ragazzo ossia nel sapersi porre nei confronti dello studio allo stesso modo senza dire questa materia è più importante forse perché il prof. ci ha trasmesso questa convinzione.
So perfettamente che la vita universitaria è dura e se non hai le ossa per affrontarla dopo un mese torni a casa, allora perché non imparare già ora ad affrontare lo studio con un ottica diversa, come un qualcosa che ci deve restare dentro per sempre.
All'università non c'è il professore che la mattina ti dice "se non studi bla bla bla..", siamo noi che dobbiamo tracciare il sentiero da percorrere. A scuola, invece, siamo ancora legati ad una pedissequa dipendenza dal prof. che deve dirci cosa studiare, quale righino saltare!
Ragazzi svegliamoci, siamo più autonomi non stiamo alle elementari!
Lancio un monito a coloro che hanno ancora molti anni da trascorrere al liceo perché io ho quasi finito: non smorzate la vostra voglia di imparare che vi ricambierà in futuro, affinché un domani possiate ripercorrere gli anni più belli e significativi della vostra vita con un sorriso sulle labbra.

Con affetto, Federica Giunta

sabato 6 dicembre 2003

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