Della condizione, ovvero del
dovere di essere laici
Aldo Ettore Quagliozzi -
17-10-2005
Prima
voce
" Da anni professo e confesso la mia invidia per i credenti. Chi ha un
altare su cui innalzare le sofferenze e i traumi dell'esistenza, finalizzandoli
al premio di una vita ultraterrena, ha certamente una freccia in più al proprio
arco.
Una ' marcia in più ' rispetto a chi - inguaribilmente se non disperatamente
agnostico come me - le risposte al dolore e alla fatica non può che trovarle
dentro di sé, nel proprio foro interiore.
Ancora, invidio fortemente l'idea del ' peccato ': perché definire il peccato
significa dare dei limiti all'errore, circoscriverlo; se - se si è cattolici
praticanti - avere gli strumenti per espiarlo.
Cosicché l'anima trovi ogni volta la strada per presentarsi al tribunale divino
senza colpe, senza macchia e senza paura: ( ... ).
Mentre per quelli come me ogni errore, ogni colpa, ogni delitto minimo o grande
restano lì, incancellabili, carichi di tutte le conseguenze che producono e produrranno.
Nessun confessore può assolverci, alleggerendoci del peso delle nostre
responsabilità. A parte qualche conforto amicale, l'unico tribunale che abbiamo
è lo specchio, la faccia che ci andiamo costruendo.
Certo, c'è chi ricorre al lifting o ad altre diavolerie, ma per i più - gli
onesti, i senza rete - è con lo specchio, ogni giorno, che si fanno i conti:
ogni scelta una ruga, ogni errore un cedimento, ogni vittoria un rifiorire solo
temporaneo della pelle.
Con tutte le rughe, i cedimenti e le borse sotto gli occhi, sono belle facce,
quelle degli onesti: più belle delle artificialità omologate, più serie e più
vere.
Sono facce che avrebbero diritto al rispetto: perché, per i motivi che ho
cercato di spiegare, per i senza-rete e i senza-dio trovare dentro di sé la via
della giustizia è più difficile e faticoso e rischioso, privi come sono di
lavacri dell'anima e prove d'appello.
E c'è sempre lo smacco di doversi accontentare di una giustizia parziale, di
verità sempre soggette al dubbio e alla discussione.
Conosco anche molti credenti con le stesse facce, gente che cerca dentro la
propria testa e il proprio cuore la verità e la pietà, anche a costo di non
acquietarsi nei diktat delle gerarchie.
Ci si rispetta l'un l'altro, fra gente così: senza controllare i documenti,
senza bisogno di dichiarazioni di fede o abiure da una parte e dall'altra.
Da tanto ci si è abituati a camminare insieme, ciascuno con le proprie
convinzioni e la propria fede, non necessariamente religiosa. ( ... ) "
Seconda voce
" Ho sempre pensato che il laicisimo soffra di un complesso di inferiorità
dovuto al fatto di essere nato dalla morte di Dio, avvenuta almeno un secolo
prima dell'annuncio di Nietzsche e a tutt'oggi non ancora assimilata.
Il secolo di riferimento è l'illuminismo, che Kant definisce: "l'uscita
dell'umanità da uno stato di minorità", dovuta al fatto che prima
l'umanità abdicava all'uso della ragione per seguire i dettami della religione.
Il laicismo ha il suo manifesto nella ' Lettera sulla tolleranza ' di John
Locke perché la tolleranza, che non impone agli altri la propria visione del
mondo, è l'unica condizione per la convivenza tra le diverse culture, ed
esprime, a mio parere, un valore più alto dell'amore del prossimo, perché
questo si risolve in un gesto di accoglienza, che però non prevede
l'accettazione incondizionata della visione del mondo di chi viene accolto.
Questa è la ragione per cui la religione perdona i peccatori, ma condanna (non
potendoli più mettere sul rogo) gli eretici.
Sempre Kant dice che: "l'incapacità di servirsi del proprio intelletto,
quando non dipende dalla carenza dell'intelletto stesso, è da imputare alla
mancanza di determinazione e di coraggio nel servirsene, senza la guida di
altri".
Quindi c'è una responsabilità a non essere laici, che non investe solo le sorti
della conoscenza, ma la dignità stessa dell'uomo, che rinuncia a servirsi
proprio di ciò che lo distingue: l'uso della ragione. Di qui l'esortazione di
Kant: "Sapere aude, osare essere uomini e non bambini bisognosi di
tutori".
Con l'illuminismo, il laicismo diventa gesto etico e, per effetto di questa
saldatura, l'illuminismo non è più solo la caratteristica di un'epoca storica
ma la prerogativa della condizione umana, che non può essere disattesa, se non
al costo, scrive Kant, "di violare e calpestare i sacri diritti
dell'umanità".
È quindi doveroso essere laici, non solo per salvaguardare l'autonomia del
proprio giudizio, ma anche per garantire questa autonomia alle generazioni
future, della cui libertà di pensiero siamo responsabili per quel tanto che,
con l'educazione, non ne avremo limitato la capacità critica.
Quanto alla ritualità, nulla impedisce che la si introduca per ragioni
estetiche, avendo gli uomini bisogno anche del bello. Ma l'uso della ragione,
prima del rito, e la sua codificazione nel diritto, ( ... ), è ciò di cui
abbiamo bisogno soprattutto oggi in cui assistiamo al rifiorire dei
fondamentalismi religiosi, cristianesimo compreso. "
Terza voce
" ( ... ) L'illuminista, ( ... ), ' sta solo sul cuore della terra ',
cerca ed offre solidarietà ai suoi simili per affrontare la Natura e la Storia, spinge la ricerca fin dove può per diradare il mistero e migliorare le
condizioni della vita.
Non obbedisce a chiese ma si fa guidare da una morale che non è immutabile nei
millenni ma subisce l'influsso dei tempi, una ' morale provvisoria ' diceva
Pascal.
Non è credente, ma difende strenuamente la libertà di religione come la libertà
di pensiero.
Rispetta e può, persino, nutrire invidia per la fede del credente ma seguita ad
affidarsi ai propri valori etici, che talvolta coincidono e altre no, con
quelli religiosi.
Il lume della Ragione dovrebbe guidare i suoi atti, anche se non ne trae sempre
consolazione.
L'Inconscio, l'Errore, l'Eterogenesi dei fini ne rendono impervio e ignoto il
procedere. "
N.d.r. Le voci sono state rispettivamente tratte da " La fatica di
essere laici " di Clara Sereni, da " Coraggio siate laici " di
Umberto Galimberti e da " I nuovi illuministi " di Mario Pirani.
In http://www.didaweb.net/fuoriregistro/