Editoriale di Filippo Mannucci
Prima di Natale, si sa, i negozi sono aperti anche la Domenica. Ovvio. Il nostro è il Natale dell’opulenza, i regali sono il suo vero simbolo.
Il Natale è un’occasione di business da non perdere,
soprattutto in periodo di recessione. Un momento per dare libero corso alle
strategie commerciali: Babbo Natale è rosso perché il rosso è il colore della Coca
Cola, che ne ha inventato il look.
Soprattutto a Natale la gente deve essere invogliata a
comprare: luci nelle strade, musiche rilassanti, cornamuse, bontà. Perché non
viene ritrasmesso lo spot del tipo con la busta gialla che ha un unico scopo
nella vita, comprare il più possibile ed essere ringraziato per questo?!
Pochi ricordano cosa fosse il Natale fino a pochi decenni
fa. Pochissimi si sentono in imbarazzo al confronto tra un bambino che nasce
povero in una capanna e la festa che ci siamo costruiti per celebrarlo.
L’importante è pensare che sia un fatto avvenuto 2000
anni fa, pensare che sia solo il simbolo di qualcosa di lontano e trascendente,
non pensare che questo fatto si ripeta ogni giorno, ogni minuto, poco lontano
da noi. Aldilà di una linea invisibile, il mondo guarda affascinato la nostra
parodia.
Di una cosa non si deve parlare, a Natale: di cosa produce
il nostro stile di vita. La peggiore parolaccia è sobrietà, cioè il
rifiuto di lasciarsi ubriacare dalle luci e rimanere lucidi. Lucidi per
riconoscere i legami strettissimi tra il nostro modo di vivere e la negazione
dei diritti di molti popoli del mondo.
Per vedere che è il petrolio che alimenta le nostre
centrali elettriche, sovraccariche a Natale, e che ha prodotto l’assurda guerra
irachena. Per vedere che sono i nostri diamanti che destabilizzano molti paesi
africani, forniscono le risorse per le armi e producono guerre decennali e decine di milioni di rifugiati.
Per vedere che produciamo così tanti inquinanti che non
bastano più tutte le foreste del mondo per contrastarli.
Per chiedersi che se l’ananas costa così poco ci sarà
pure un motivo.
Per capire che non possiamo colmare i vuoti o dimostrare l’affetto comprando semplicemente un regalo più bello.
Ci penseranno i cassonetti stracolmi del 26 dicembre e
le pubblicità delle cure dimagranti in gennaio a ricordarci le conseguenze del
nostro modello di sviluppo sulla nostra vita.
Quello che cercheranno di nasconderci sono gli effetti
che tutto questo ha sul restante 80% della gente del mondo.