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Scuola, entra l'educazione militare
Famiglia Cristiana - 24-09-2010
Con un accordo Gelmini-La Russa via a un
corso che prevede la divisione degli studenti in "pattuglie", lezioni
di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi
"ginnico-militari".
20/09/2010
Si chiama "allenati per la vita". E' il corso teorico e pratico,
valido come credito formativo scolastico (alla sua quarta edizione), rivolto
agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra Ufficio
scolastico lombardo, Comando regionale dell'esercito, ministero dell'Istruzione
e della Difesa (per la prima volta c'è l'investitura ufficiale dei due
ministeri). E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze
di condivisione sociale, culturale e sportive , informa la circolare del comando
militare lombardo rivolta ai professori della regione.
Dopo le lezioni teoriche "che possono essere inserite nell'attività
scolastica di "Diritto e Costituzione" seguiranno infatti corsi di
primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e "orienteering",
vale a dire sopravvivenza in ambienti ostili e senso di orientamento, (ma
l'autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Non solo,
ma agli studenti si insegnerà a tirare con l'arco e a sparare con la pistola
(naturalmente ad aria compressa). E in più "percorsi
ginnico-militari". Gli istruttori sono militari in congedo (un centinaio).
Gli allievi, tutti volontari, l'anno scorso sono stati 900.
Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale
facendolo sparare con una pistola ad aria compressa viene spiegato nella stessa
circolare: "Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo
innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla
protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso".
Secondo il progetto Gelmini-La Russa, che ha già sollevato perplessità tra i
professori che hanno ricevuto la circolare, "la pratica del mondo sportivo
militare, veicolata all'interno delle scuole, oltre ad innescare e ad
instaurare negli studenti la "conoscenza e l'apprendimento" della
legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto
internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l'importanza
del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al
"bullismo" grazie al lavoro di squadra che determina l'aumento
dell'autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo".
Seguirà, a fine corso, "una gara pratica tra pattuglie di studenti (il
termine è proprio pattuglie, recita la circolare, termine che ha fatto storcere
il naso a molti docenti, ndr)". Intanto si è aperto il dibattito: è
giusto inserire all'interno della scuola pubblica iniziative da collegio
militare? O è solo un'opportunità in più per i ragazzi di conoscere meglio il
mondo della cooperazione e delle missioni internazionali di pace e di
avvicinarsi a organismi e istituzioni come protezione civile, esercito e croce
rossa? La circolare ha suscitato un vivacissimo dibattito in Rete avviando numerosi
blog e forum di discussione.
Francesco Anfossi
Fonte: Fuoriregistro
n°2 - anno 2010/2011 - domenica 26 settembre 2010
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