In uno studio del Cnel i dati su formazione e lavoro femminili
e nuove tecnologie. E' in atto una "trasformazione silenziosa"

Donne e computer, è partito l'assalto al mondo maschile
"Fino a oggi sono state escluse dalle nuove tecnologie"
di CRISTINA NADOTTI

ROMA - La storia del computer è iniziata con una collaborazione tra un uomo e una donna, eppure oggi quello delle nuove tecnologie è un mondo al maschile. E' iniziata con questa riflessione la presentazione di uno studio commissionato dal Cnel su "Donne, Ict, innovazione - La trasformazione silenziosa".

Serena Dinelli, esperta del Forum per la tecnologia della trasformazione (Fti), l'associazione Onlus che ha svolto la ricerca, ha raccontato: "Se non fosse stato per la collaborazione che il padre del computer, Charles Babbage, ha avuto da Ada Byron Lovelace, lo sviluppo dei software sarebbe stato più lento. Eppure nel momento in cui le nuove tecnologie hanno conquistato il mondo, le donne ne sono state escluse".

E' un dato di fatto, ma ora in Italia si vuole vedere a che punto è la rincorsa che le donne stanno compiendo per affermarsi anche nell'ambito delle nuove tecnologie e lo studio del Fti rivela un mondo in fermento, sommerso, nel quale ciò che impera è soprattutto il silenzio.

Quando gli autori, Serena Dinelli e il presidente dell'Fti Giorgio Pacifici, hanno incominciato la ricerca sul web e negli archivi tradizionali per capire qual è lo stato attuale del rapporto tra donne e nuove tecnologie, hanno dovuto fare i conti innanzitutto con la frammentarietà delle informazioni. I pochi dati a disposizione spesso non facevano distinzione di genere tra fruitori di nuove tecnologie, se c'erano studi specifici non erano pubblicati.

La ricerca, ristretta a documenti pubblicati in lingua italiana dal 2000 al maggio 2003 ha testimoniato però una convinzione diffusa: c'è ancora un divario notevole nell'utilizzo delle nuove tecnologie tra uomini e donne, ma l'ingresso femminile nel mondo dell'Ict è imponente.


Già nel 2001 le connessioni a Internet avviate dalle donne hanno superato quelle degli uomini. Tra gli iscritti ai corsi per la Patente europea informatica le donne hanno rappresentato il 40 per cento dei partecipanti. Non solo, la maggior parte di loro erano ancora studentesse, contro molti uomini già impiegati, un dato che dimostra come le donne vedano l'informatizzazione come parete integrante del curriculum, mentre gli uomini sono spinti alla formazione da esigenze di lavoro.

Purtroppo, però, è proprio quando si tratta di occpupazione che per le donne si alzano le barriere. Nel settore Ict - new economy si stima che l'occupazione femminile non superi il 13-15 per cento, decisamente inferiore ai livelli occupazionali di ogni altro settore in Italia. Deludente (ma questa è una media nazionale) la percentuale di dirigenti: solo il 12,8 per cento è donna.

Eppure non mancano i segnali di ottimismo. Secondo il presidente della commissione attività produttive del Cnel, Mario Sai, la predisposizione al lavoro interdisciplinare, il rifiuto in termini di soldi-potere delle donne è una risorsa importantissima per il web, che ha bisogno di una costruzione di reti piuttosto che di gerarchie.

Nonostante le nuove tecnologie siano caratterizzate da mutamenti rapidissimi, però, perché tutte le qualità delle donne facciano loro conquistare il ruolo che meritano ci vorrà tempo. "L'aumento delle ragazze che frequentano facoltà scientifiche, gli ottimi risultati che ottengono negli studi, la capacità di riciclare nelle nuove tecnologie anche formazioni diverse stanno riducendo il divario - osserva Serena Dinelli - ma sono ancora tanti i fattori che rallentano l'accesso delle generazioni femminili alle nuove tecnologie".

Un dato tra molti: le ragazze iniziano a utilizzare il computer in modo autonomo in media due anni dopo i ragazzi e le famiglie investono nell'acquisto di un pc più facilmente se c'è un figlio maschio. Insomma, ci vorrebbe che tutte le ragazze avessero una mamma come quella di Ada Byron Lovelace: terrorizzata che sua figlia diventasse una poetessa sognatrice come il padre ( il Lord Byron del romanticismo inglese ) Lady Byron spronò Ada a diventare un fisico matematico.

(18 marzo 2004)

La Repubblica.it

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