Ci sono
domande essenziali che ci poniamo nella nostra vita e dalla risposta che vi diamo
dipende sostanzialmente il nostro modo di vivere. Sono domande ineludibili e il
nostro vivere stesso consiste nel darvi risposta: il nostro modo di vivere, nei
fatti, è una risposta a quelle domande.
Già per
il solo fatto di vivere ci si pone la domanda su ciò per cui valga la pena
vivere. Il nostro vivere nei fatti finirà per dare una risposta a questa
domanda, che lo vogliamo oppure no. Poiché vivendo ci diamo la pena di vivere,
alla fine verrà pur fuori ciò per cui ci siamo dati la pena di vivere.
Nessuno
sa chi è prima di aver messo alla prova sé stesso. L'uomo è così fatto da non
andare incontro alla vita sapendo già di essere quel che è ma è destinato a
incontrare se stesso nel corso della vita. In fondo la vita non serve ad altro
e non deve servire ad altro, che a rivelare se stessi. Se ancora non ci siamo
capiti alla fine della vita, allora abbiamo vissuto invano. Non c'e' altro
senso nella vita e nessun altro compito che quello di capire se stessi, di
ritrovare se stessi nel corso e alla fine dell'esistenza. Si vive in sostanza
non per altro che per capire chi siamo.
La vita
ci appare piena, quando possiamo intravedere in essa una forma. Aver dato forma
alla vita è questo soltanto che può giustificare la nostra esistenza.
Non è
vero che non ci sia altro senso nel vivere che la vita stessa. Questo vale solo
per chi si limita a vivere, per chi non ha altro che la vita. Ma l'uomo non ha
solo la vita come compito. Egli deve anche prendersi cura di se stesso.
L'autore:
Antonio G. Balistreri vive in Germania. Tiene corsi di filosofia alla
Technische Universitaet di Braunschweig e degli incontri di filosofia come arte
di vivere al Bildungszentrum di Wolfsburg. Collabora con il Forschunginstitut
fuer Philosophie di Hannover. Si occupa principalmente di filosofia politica,
di Filosofia della tecnica e di Antropologia filosofica.
http://www.pratichefilosofiche.com/libri/88-503-2525-8/scheda