Il migliore investimento? In
istruzione
Sull’onda di analoghe ricerche internazionali, uno studio realizzato per
Bankitalia dagli economisti Federico Cingano e Piero Cipollone (presidente
dell’Invalsi, ma proveniente da Bankitalia) conferma che i titoli migliori su
cui investire per ottenere rendimenti elevati non sono le azioni e le
obbligazioni ma i titoli di studio: diplomi, lauree e master rendono di più, a
lungo ma anche a medio termine.
Dal punto di vista
individuale investire in educazione frutta il 9,7% per quanto riguarda gli
studi superiori (diplomi), con picchi del 10,2% nel Mezzogiorno, e del 10,3%
per gli studi universitari (12,3% al Sud, contro l’8,3% al Nord Ovest). Un
rendimento molto più elevato di quello assicurato da altre forme di
investimento: nel periodo 1950-2000 la media annuale del rendimento reale lordo
di un investimento azionario è stata del 5,2%, la media del rendimento dei
titoli non azionari (dai Bot ai bond societari) dell’1,9% .
Il rendimento è stato
calcolato non solo sulla base delle differenze di stipendio tra chi ha studiato
di più e chi ha studiato di meno, ma anche sulle maggiori possibilità di
trovare lavoro e su altri vantaggi collaterali, come la migliore integrazione
sociale e perfino la migliore salute.
Oltre al ritorno
individuale sull’investimento, lo studio di Bankitalia calcola anche quello
sociale quantificandolo nel 7% (8% nel Sud). Dal punto di vista della spesa
pubblica questo significa che nel lungo periodo investire in istruzione e
formazione dei cittadini e dei lavoratori rende di più che spendere nella
realizzazione di infrastrutture come ponti e strade.
Chissà se questi
argomenti convinceranno il ministro dell’economia Tremonti ad essere meno avaro
nei confronti della spesa per l’istruzione, la cui incidenza sulla spesa
pubblica totale si è ridotta notevolmente nell’ultimo ventennio?
TuttoscuolaNEWS
n. 415 - lunedì 9 novembre 2009