La cultura classica per la nuova Europa. Con o senza latino?


Il 21 e 22 ottobre a Torino (aula magna dell’università) e il 23 a Ivrea (teatro Giocosa e liceo "Carlo Botta") si riunisce il gotha degli accademici italiani che si occupano di cultura classica: storici, filologi, studiosi di linguistica e letteratura greco-romana, storici della filosofia antica. Ma intervengono anche studiosi di discipline scientifiche interessati al dibattito. Il tema del convegno è "La classicità come identità plurale della nuova Europa: il futuro ha un cuore antico?"
L’iniziativa è dell’università di Torino, ma al convegno, che ha l’alto patronato del Presidente Ciampi, parteciperanno anche dirigenti del MIUR come Giuseppe Cosentino, direttore generale del personale e della formazione, e Luigi Catalano, direttore dell’USR del Piemonte.
Molto atteso è l’intervento di Giuseppe Bertagna, principale consulente del ministro Moratti, che ha il compito non facile di dissipare i timori che circolano negli ambienti accademici, e anche tra i docenti dei licei, a proposito della ventilata restrizione dello spazio del latino nei futuri programmi, dato che nei mesi scorsi erano circolate voci incontrollate che parlavano addirittura della radicale esclusione del latino dal liceo scientifico. A Bertagna è affidato l’incarico di concludere un’affollata tavola rotonda, che affronta il tema "Quale cultura classica per la riforma del sistema dell’istruzione e della formazione". Non si dovrebbe parlare quindi solo di latino e di licei, almeno nelle intenzioni.

Da www.tuttoscuola.com - 20 ottobre 2003

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