Confindustria: la scuola deve
puntare su merito e autonomia
La Tecnica della scuola -
24-05-2007
La
proposta è stata presentata il 21 maggio a Milano al ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni durante il convegno "Autonomia e qualità della scuola in
Europa", organizzato da Assolombarda.
Una "ricetta" che farà discutere tutta incentrata sul merito dei
docenti e l'autonomia degli istituti: è quella che la Confindustria ha messo sul tavolo per modernizzare la scuola italiana e favorire
l'occupazione e l'accesso dei giovani al mondo del lavoro. La proposta di azione
è stata presentata il 21 maggio a Milano direttamente al ministro
dell'Istruzione Giuseppe Fioroni durante il convegno 'Autonomia e qualità della
scuola in Europa', organizzato da Assolombarda.
Il pacchetto di interventi proposto da Confindustria intende introdurre una
serie di importanti novità nel mondo della scuola: dagli stipendi più alti da
assegnare agli insegnanti più meritevoli all'autonomia di budget, fino alle
revisione dello status giuridico dei professori e all'assegnazione ai giovani di
almeno il 10 per cento dei posti di lavoro. Se su alcuni punti, come la riserva
di posti a favore dei giovani, ci potrebbe essere il sostegno di molti addetti
ai lavori e 'parti' in causa, su altri siamo ancora lontano dal consenso di
massa: per i sindacati, infatti, il concetto di meritocrazia non sarebbe di
facile applicazione nella scuola; chi sarebbe deputato, ad esempio, a stabilire
quali sono i docenti più bravi e quelli meno? Il rischio dell'assoggettamento
ai dirigenti, temono i rappresentanti dei lavoratori, sarebbe dietro l'angolo.
Va anche detto che comunque questa è la strada intrapresa, seppure con diverse
modalità, per rilanciare il settore istruzione in tutti i paesi
industrializzati.
Il documento di Confindustria è stato sottoscritto da 18 organizzazioni
datoriali ed ha individuato proposte da adottare con urgenza che riguardano in
particolare cinque ambiti: la qualità dell'apprendimento, attraverso la
riduzione del numero delle discipline e una maggiore attenzione a quelle
scientifiche e tecnologiche, una rivalutazione del ruolo degli insegnanti
attraverso la selezione e il riconoscimento dei meriti, una valorizzazione
dell'autonomia scolastica che va di pari passo con un rafforzamento
dell'autonomia finanziaria e gestionale e, infine, una promozione della cultura
scientifica e tecnologica attraverso anche un coinvolgimento delle categorie
produttive al mondo della scuola.
Una delle situazioni attuali che non piace agli industriali sembra essere
quello dell'eccessivo numero di precari: circa 130 docenti con supplenza
annuale e quasi 80 mila Ata. "In Italia - ha spiegato Gianfelice
Rocca,vicepresidente di Confindustria per l'Education - c'è un sistema di
reclutamento che ha creato sacche gigantesche di precari". Da rivedere
anchel'alto rapporto alunni-docenti.Secondo i dati di Confindustria nel nostro
paese oggi ci sono 15 insegnanti per classe a fronte dei 6 o 7 europei. Il
numero dei professori tra il 1980 e il 2005 è passato da 100 a 105 mentre quello degli studenti è sceso da 100 a 74. Un dato per tutti che dimostra quanto
enormi siano le risorse liberabili. Anche per il il futuro del Paese dipende
dalla qualità del sistema educativo. In questo contesto "un pilastro
irrinunciabile è la formazione tecnica e professionale - ha detto Diana Bracco,
presidente di Assolombarda - ed è auspicabile che il sistema regionale di
istruzione si inquadri in un meccanismo virtuoso che lo metta a confronto con
quello statale".
Di fronte a queste proposte inserite nel piano di azione dell'associazione
degli industriali, il ministro Pronta la risposta del ministro della Pubblica
Istruzione. "Allo stimolo di Confindustria - ha detto Fioroni - replico
ribadendo la necessità di ripristinare nella scuola un dizionario di parole
come serietà, regole, merito e certezze. In questo contesto occorre
ripristinare la motivazione nei nostri ragazzi che vanno liberati dal debito
pubblico e dal più alto tasso di gerontocrazia". Poi, entrando nel merito
dell'istruzione tecnica, ha sottolineato come questa "sia una materia di
confronto che non prevede nemici", con questo replicando indirettamente al
governatore lombardo Roberto Formigoni che, nell'accogliere con favore le
proposte di Confindustria ha chiesto per la Lombardia tutte le competenze in materia di istruzione e formazione professionale ribadendo
la centralità dell'autonomia scolastica che "per le scuole italiane oggi è
esclusivamente didattica mentre manca l'autonomia finanziaria, organizzativa e
gestione". Vista la risposta decisamente 'diplomatica' del responsabile
della Pubblica Istruzione, l'impressione è che al momento le emergenze siano
altre, ad iniziare dal sanare lo stato debitorio di tutto il sistema scuola.
Per la qualità e gli investimenti, soprattutto a favore delle materie
tecnico-scientifiche, bisognerà attendere. Il problema è capire fino a quando.
Alessandro Giuliani
23/05/2007